Rocca Gialeo… questo posto ci frullava in testa da un po’, così mettendo insieme un piccolo gruppo di “frullati” abbiamo colto l’occasione per salire quella che dovrebbe essere la prima via aperta sulla parete.
L’avvicinamento dal Colle Bicocca, lungo l’interminabile traverso a sud del Pelvo d’Elva, si risolve in circa due ore di buon passo (al ritorno poco meno).
L’attacco è ben individuabile (abbastanza sulla verticale dell’intaglio nella cresta sommitale) e il bong a pochi metri da terra non lascia margini di errore.
La via è veramente carina, mai troppo difficile e abbastanza facile da seguire (specie se si segue la cordata che precede… eh eh), qualche dubbio solo su L5: dalla sosta in cima al diedrone (must della via) traversare a sinistra verso i ciuffi d’erba (qui non dovrebbero sparire, quindi anche “perunda” può andare tranquillo!) e salire sulla cengia oltre lo spigolo fino a sostare in corrispondenza del nut incastrato, quindi ritornare sui propri passi a salire in corrispondenza di un intaglio di roccia rossastra che porta verso il camino superiore…
Non banale la discesa lungo la cresta: alcune soste “artigianali” permettono di scendere dai due gendarmi principali (noi ne abbiamo aggiunta una per un piccolo tratto esposto), poi tre/quattro calate verticali permettono di tornare alla base della parete, poche decine di metri a monte dell’attacco).
Vivamente consigliato avere l’attrezzatura necessaria per allestire eventuali soste (più che altro per la calata), quindi martello, chiodi e cordini da abbandono; per la salita un giro completo di friends fino al 3bd e alcune fettucce.
Giornatona in compagnia di davide, enrico e serena e di un sole che ci ha anche un po’ bruciacchiato!