Avvicinamento. Raggiungere la località Barcarello (Sferracavallo). L’accesso al sentiero si prende più facilmente accedendo al civico 53 di Via Barcarello. Dopo aver percorso la strada privata si sale per sentiero (molto vegetato in questo periodo dell’anno) puntando a destra della cresta che scende dallo spigolo ovest del Monte Santa Margherita. Si costeggia la cresta e dove inizia lo spigolo si trova una freccia incisa nella placca che indica l’attacco.
L1. Salire puntando all’evidente pilastro staccato dalla parete traversando pian piano a sinistra prima su roccia poi per cengia erbosa. Si sale il successivo diedro. La sosta si trova all’interno della finestra tra il pilastro staccato e la parete (due spit e cordino, 45 metri)
L2. Si segue lo spigolo aereo. La roccia è migliore sul lato destro dello spigolo. Totale 4 clessidre e 1 chiodo sul tiro (utili cordini per sostituirne alcuni). Sosta su due spit nuovi e un vecchio spit+cordone e ghiera, 35 metri.
L3. Fessura vegetata che sale fino alla sosta alla base del diedro. Presente 1 nut incastrato lungo il tiro. Sosta su due spit e cordino verde, 15 metri.
L4. Si sale il diedro fino al suo termine dove si esce per una fessura leggermente aggettante sulla destra. Presenti 2 chiodi lungo il tiro. Sosta molto comoda su due spit e maillon, 20 metri.
L5. Si sale facilmente tra il masso staccato e la parete e si percorre il diedro che tende a destra (1 chiodo), ci si riporta a sinistra verso un altro diedro e poi in veritcale per una fessura aggettante (due spit presenti su questo passaggio). Sosta su due spit da collegare, 40 metri. Non seguire la linea di spit che sale sulla verticale della sosta.
L6. Dalla sosta si va verso il camino che si sale proteggendosi su friend o nut sfruttando la bellissima roccia quarzitica. Fuori dal camino è presente un chiodo e una clessidra. Si esce a destra per cengia erbosa dove è presente la sosta, 45 metri.
L7. Tiro di collegamento verso sinistra. Il masso staccato si aggira a sinistra per arrivare facilmente in sosta, 25 metri.
Da L8 abbiamo seguito la variante di Fabrice Calabrese e Davide Ruvolo. Riporto entrambe le descrizioni (l’originale è presa dalla Guida Dei Monti D’Italia – Giuseppe Maurici, Roby Manfrè Scuderi, 2001)
L8. (variante) Salire verso sinistra (chiodo), proseguire traversando a sinistra (altro chiodo). Si raggiunge una piccola cengia che si segue verso sinistra uscendo su una grande cengia erbosa. Si seguono le rocce rotte andando verso la parete per individuare la sosta (presente uno spit e un filetto senza spit, 30 metri)
L8. (originale) Si sale a sinistra per massi e in verticale per un diedro (IV+) fino ad una stretta cengia, si traversa a destra e si sale sopra un alberello, a destra del quale è la sosta (40 metri).
L9. (variante) Salire puntando all’evidente diedro rosso dove è presente una sosta con due spit da collegare (10 metri)
L9 (originale) Si supera una bella placca destra (V), si traversa a destra per una cengia, si sale per rocce rotte, quindi per placche (V-) e si sosta (25 metri, sospesa)
L10 (variante) Salire lungo il diedro rosso (presente un vecchio chiodo, un chiodo più recente e uno spit). In uscita dal diedro è presente una sosta su due clessidre dove si può sostare e recuperare il secondo.
L10 (originale) In verticale la placca, quindi per fessura fino a strapiombo rosso che si supera lunga una fessura (VI), si traversa (VI) a un’altra fessura a destra, quindi pochi metri in verticale e ancora a destra (IV+) fino a piazzola (45 metri).
L11 (variante) si prosegue lungo le placche appoggiate ignorando il chiodo presente sulla parete di sinistra e poi si cerca il facile fino alla cima del Monte Santa Margherita.
L11 (originale) Si sale in verticale e poi un diedrino a destra (IV) fino all’uscita (25 metri)
Con Guglielmo alla nostra ultima giornata di arrampicata palermitana. Un ringraziamento particolare a Giuseppe Maurici per le dritte. La via merita senza dubbio di essere ripetuta. Torneremo sicuramente per ripetere il tracciato originale.