- Accesso stradale
- Parcheggio grande gratuito a Thumel.
Prima al Galisia. Tappa al Rifugio Benevolo con pernottamento. La difficoltà di questa alpinistica sta nella lunghezza e individuazione dell’itinerario e nei vari attraversamenti della Dora di Rhemes. Dal punto di vista tecnico nulla di particolare da segnalare. Dal Benevolo si segue il sentiero 13B che quasi subito si separa con traccia più bassa (frecce gialle) passando su bei prati con scarsa pendenza fino a un ometto situato circa alla testata del canyon della Dora. Da qui in poi non vi è più alcuna traccia, ometti o bolli, ma l’itinerario è abbastanza intuitivo e ho usato di frequente una traccia presente sull’applicazione maps.me che porta sino in vetta. In sostanza da qui al ghiacciaio si risale la morena attraversando vari torrentelli con guado della Dora di Rhemes che può essere ostico (valida l’opzione piedi scalzi). Si risale la morena dove erano presenti ancora estese chiazze di neve sfondosa già al mattino presto e si risale un altro punto un po’ scomodo in mezzo a vari torrenti fino alla base dei nevai e del ghiacciaio di Fond. Probabilmente c’è modo di aggirare sulla destra questo punto ma abbiamo seguito la traccia GPS. Calzati i ramponi e fatta cordata alla base di alcune paretine, si sale al centro del ghiacciaio di Fond su pendii con bassa/media pendenza in modo intuitivo guadagnando quota e rimanendo ancora sotto la linea di un truc senza nome a destra della Galisia. Raggiunto il livello dell’evidente gendarme di roccia chiara sulla crestina nord, si devia ora con ampio traverso verso sinistra (volendo rimanere sul versante italiano) risalendo con pendenza più marcata verso alcuni roccioni di roccia chiara calcarea. Da qui compare l’omettone della punta che si raggiunge facendo altre due curve sui crinali di confine. Ampio e spettacolare panorama. Discesa per la via di salita tagliando un po’ di curve sul ghiacciaio. Neve a tratti sfondosa anche in quota ma accettabile nella progressione. Crepaccette qua è la sempre riconoscibili e ben chiuse.
Grazie alla Vale che ha avuto la pazienza di seguirmi in questo itinerario fuori sentiero e alla Giò che ci aspettava in rifugio con una certa apprensione visti i due temporali (per fortuna passeggeri) che si sono scatenati in mattinata. Salita in 4h e mezza dal rifugio. Altre 3h per scendere contando soste e lavate. Momento di stagione incredibile per la fioritura dei prati, la presenza di neve ancora a quota bassa e tanta tanta acqua ovunque.