- Accesso stradale
- strade d'accesso ben pulite
- Osservazioni
- Sentito assestamenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Quota neve m
- 1900
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Non fosse per il fran freddo (-22° in punta), il vento, e la pessima qualita’ della neve, la gita poteva essere una di quelle da manuale..ma tante’..tornare sperando in cundi migliori..con la Corsica ancora li che aspetta, c’e’ sempre tempo. Il canale delle Forciolline, un unico lastrone ricompattato dal vento, abbiamo ritenuto per maggior sicurezza nel tratto iniziale piu’ ripido, e in salita cosi’ come in discesa, affrontarlo con in ramponi, non fidandoci delle lamine. Neve ventata e portante nella piana del Boarelli. Pressata, dura, ma non rigelata ancora nel canale sottostante la vetta. Anche questo in ragione del fatto che vatti a fidare metti ti scappa uno sci..salito e sceso in ramponi. Un minuto in piu’ speso in vetta, significava finire per congelarsi del tutto. L’oscurita’ ci ha colti a seguito di tutta una serie di ritardi incluso una sosta al bivacco ( per riprendere un po’ le forze e mangiare qualcosa, operazione questa impossibile in punta non tanto per il vento, quanto per le troppo basse temperature), alla base del canale. Con frontalino acceso, traccie da ricalcare ( le stesse dell’andata), e sentiero per intero foderato di ghiaccio impossibile immaginare di scendere ancor piu’ al buio, senza ramponi, finiendo cosi’ col tenerli calzati fino alla macchina. Cieli azzurri e ottima visibilita’ non bastano da soli a garantire soddisfazione massima nel salire e scendere le montagne se non c’e’ al contempo bella neve, temperatura accettabile, vento nella norma, e ultimo fattore non meno importante..la compagnia
Con Marco