- Accesso stradale
- Ok
Dormito nel confortevole Bivacco Barenghi in compagnia di quattro francesi, fatta una buona colazione ci siamo diretti verso la Finestra di Stroppia con l’intenzione di raggiungere il caratteristico buco. Dopo aver risalito le rocce sotto di esso, ma non sapendo esattamente come ridiscendere dallo stesso percorso, e ignari che sul versante opposto esistevano delle comode cenge, abbiamo rinunciato e raggiunto tramite un breve canale di sfasciumi il colletto adiacente all’arco della finestra, dal quale piegando verso destra e utilizzando le cenge sopra menzionate, siamo arrivati senza difficoltà di sorta alla bella e insolita fessura. Ritornati sui nostri passi, seguendo fedelmente il facile filo di cresta, abbiamo raggiunto in breve la Cima S. Proseguiti in direzione dell’altra elevazione, invece di disarrampicare lo spigolo come da relazione, parso poco invitante a causa di alcuni depositi di neve, siamo tornati indietro al colletto pochi metri prima della cima appena raggiunta e, con una calata improvvisata attorno ad uno spuntone, siamo scesi nel canale detritico innevato, per poi rimontare sulla sinistra e raggiungere anche la Cima N.
Per la discesa siamo tornati sui nostri passi, risalendo il tratto che ci aveva costretto alla deviazione poco prima (un passo di II+ che seppur semplice sulla carta ci ha richiesto molta attenzione per via della roccia mediocre, diventata ancor più insidiosa in presenza di neve e umidità) e raggiungere così il canale detritico che porta velocemente al Colle dell’Infernetto, oggi imbiancato ma che non ha creato problemi.
Rientro ormai familiare fino al camping dove avevamo lasciato l’auto il giorno prima, tra una chiacchiera e l’altra con Davide, socio con cui ho condiviso una bella esperienza selvaggia e dal sapore esplorativo.