- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1400
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Vedendo la transenna rimossa e posizionata lungo strada, presumo che ormai il divieto di transito (compresi i pedoni) sia del tutto cessato. Personalmente ho lasciato l’auto in prossimità del primo tornante a gomito che sale per Fontane, facendo circa 5 km con 500/600 m di dislivello di portage; lo sforzo è stato comunque molto ben ripagato. A causa dell’alluvione dell’autunno 2020, la parte di strada che porta alla casetta verde di pesca è distrutta/assente, bisogna quindi arrangiarsi come meglio si può per raggiungere l’imbocco del tortuoso sentiero che sale nella faggeta. Intorno a 1400 m si calzano gli sci e non si tolgono più fino ad arrivare sulla Cima Verzera, mentre per la cresta che porta in vetta alla Cima Ferrarine è stato necessario toglierli più di una volta. In discesa, stando sul versante giusto, si calzano già gli sci appena sotto la sommità; per evitare i “togli-metti” dell’andata ho poi preferito scendere direttamente per la paretina nord-ovest raggiungendo su bellissima neve (pochissimi i tratti ghiacciati o crostosi) l’Alpe degli Stanti. Una volta lì, breve risalita ai piedi della Verzera e giù per il pendio cosparso di ontani (anche in questo caso, fino a raggiungere i 1400 m, fondo primaverile, brevi tratti ghiacciati e neve un po’ bagnata alle quote inferiori).
Un vero angolo di Paradiso, dopo tanto tempo che ne parlavo, sono venuto finalmente a fargli visita!
Grazie Patrizio per le informazioni!