Feluma (Punta) da Plantè

Feluma (Punta) da Plantè
La gita
emanuele_80
5 30/07/2016

I bivi chiave dell’itinerario sono essenzialmente due: il primo è quello con ometto e lettera emme di pietre che conduce al pianoro quotato 2850 m, il secondo è l’imbocco del canalone che discende nel vallone di Plontaz. La salita alla cima non presenta difficoltà rilevanti per quanto riguarda l’orientamento, si può salire un po’ dove si vuole: io ho preso subito a destra per pietraia dal pianoro, percorrendo poi una facile cengia in vista della punta. Così facendo occorre però superare un erto nevaio lungo una ventina di metri che, nelle condizioni attuali, è troppo ampio da aggirare e sono pertanto necessari i ramponi. Se si sale più a destra invece è pulito. Al ritorno, l’incrocio con il sentiero n.6 in salita da Mondanges può creare confusione in quanto da lì a poco la freccia gialla del segnavia diventa misteriosamente un bollo bianco-rosso e la traccia comincia ad inerpicarsi nel bosco; il tratto in salita comunque si esaurisce a breve ed il segnavia ritorna giallo.

Gita perfetta sotto tutti i punti di vista. Partito presto per scongiurare i temporali previsti nel pomeriggio, alle 9 sono arrivato in cima con cielo sereno e temperatura ideale. Dopo una lunga sosta, poco prima di ripartire, ho avuto l’emozionante incontro con il gipeto: decollato appena sotto la vetta, ha iniziato a disegnare ampi cerchi sopra di me fino a stabilizzarsi a non più di tre metri di distanza dalla mia testa con le zampe tese. Pensando istintivamente che avesse puntato il cane, ho iniziato a fare un po’ di rumore ed a muovere in aria i bastoncini per costringerlo ad andarsene. Ha così ripreso lentamente quota ricominciando a girare, per poi allontanarsi in direzione della Grande Rousse. Visti anche tre cervi all’Alpe Verconey di sotto e tante marmotte. Incontrato un unico gruppone di quindici escursionisti sul sentiero balcone in direzione contraria alla mia e due persone a Verconey di sopra, per il resto nessun’altra traccia di umani nella zona.
Con Zeus, indomito sulla pietraia ed imperterrito alla vista dell’avvoltoio predatore. Un doveroso ringraziamento a Brunello 56, erba olina e diecimilapiedi per le minuziose relazioni che hanno reso sicuramente tutto più facile!

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