Feluma (Punta) da Plantè

Feluma (Punta) da Plantè
La gita
diecimilapiedi
5 17/07/2016

Diecimilacinquecentoquarantuno piedi. Partenza da Plantè (posti auto molto limitati) con 8° e prime ore all’ombra, data l’esposizione. Comodo sentiero fino all’alpeggio Verconeyaz superiore, buona sterrata fino ai ruderi di Maison Fort e oltre; dopo circa dieci minuti dai ruderi, immediatamente prima di un ruscello, prendere il secondo sentiero che si stacca a sinistra (2360 m, ometto e lettera emme disegnata con le pietre…) per portarsi, seguendo i numerosi ometti, ai bei ripiani di quota 2850 circa: ambiente dominato dalla punta Tsa Boc e primi glacionevai. Qui i sentieri terminano e occorre portarsi gradualmente a destra, cercando di seguire la dorsale Nord-Ovest della Feluma su neve e ripidi tratti di rocce e sfasciumi, con saltuaria necessità di usare le mani. Nelle ultime decine di metri non lasciarsi tentare (come noi) di seguire interamente il filo di cresta, perchè a pochi minuti dalla cima occorre scendere in disarrampicata e passare un erto nevaio; è preferibile tenersi più a sinistra (tracciolina) e, superato un nevaio, raggiungere senza problemi la vetta. Panorama mozzafiato. Foto di rito. Discesa seguendo la dorsale verso i Quattro Denti fino ad un colletto (2980 m circa), da dove, volgendo a sinistra, è possibile scendere su ripido terreno detritico ed erboso fino a raggiungere, 500 metri più in basso, la sterrata degli alpeggi di Cotteun: poche centinaia di metri prima di questi, a circa 2350 m,lasciare la sterrata (freccia gialla e sentiero 4) per percorrere il lungo sentiero balcone che, con diversi saliscendi, lungo il versante occidentale della Quattro Denti, riporta alla sterrata dell’andata, 15 minuti a monte dell’alpeggio Verconeyaz superiore e poi all’auto. Ramponi non usati, ma è meglio averli.
Bel percorso ad anello (17,5 km) con dsl di 1650 m, percorribile in circa sette ore e mezzo.

Un grosso grazie a Bruno per la collaborazione, gli ometti e i suggerimenti.
Con la deliziosa compagnia di Monica e Gian Mario.

Link copiato