Fascia (Cima della) da Limonte Piemonte per il canalino Nord

Fascia (Cima della) da Limonte Piemonte per il canalino Nord
La gita
viper
4 08/10/2016

Abbiamo effettuato un giro ad anello, un “misto” tra quelli proposti sul sito, di cui la Cima della Fascia costituisce l’elevazione maggiore.
Lasciata l’auto lungo la strada asfaltata per San Giovanni, quota 1167 m, abbiamo preso un sentiero con indicazioni per il rifugio Santa Chiara (aperto). Qui giunti Dario mi ha fatto notare la piscina (!) a lato del rifugio, ma c’è il sospetto che sia in disuso da un po’…
Come in disuso sono gli skilift che abbiamo conteggiato fino a quota 1830 m, ovvero alla base della “dorsale dei paravalanghe”. Di questo tratto rammento l’incontro con quattro cagnoni che fortunatamente non ci hanno assaggiato, la pendenza decisa e…un nebbione da depressione profonda. Ma il livello intellettuale della chiacchierata ha sopperito a tutto, e a 2300 m abbiamo forato le nubi ritrovandoci quasi per incanto in un ambiente dolomitico, che ci ha davvero colpito.
La dorsale si raccorda tramite un paio di asperità al pendio finale della Fascia; in vetta alle 11:53.
Coltre di nubi verso la pianura, con tutte le cime superiori ai 2400 m che sbucavano, e un bel sole a riscaldarci un po’.
Dalla cima abbiamo proseguito verso Capanna Morgantini, scendendo nella Conca delle Carsene lungo pendii erbosi / rocciosi: siamo andati a occhio, non c’è niente di difficile ma serve in questo tratto buona visibilità per muoversi consapevolmente. La Conca delle Carsene è un luogo spettacolare, e probabilmente le meraviglie maggiori sono quelle che si celano sottoterra.
Dalla Capanna Morgantini abbiamo preso il sentiero che si tiene a mezzacosta e porta in circa 25′ al Colle della Boaria, costeggiando da un lato la Testa Ciaudon e dall’altro la Via del Sale.
Dal colle siamo scesi (indicazioni su cartello e segni gialli) nel vallone di San Giovanni, lungo un bel sentiero prima e una strada poi, raggiungendo la macchina dopo 16,4 km e 1412 m D+.

Bel giro ad anello, che permette di salire sull’ultima grande cima delle Alpi Liguri verso occidente, e di visitare la Conca delle Carsene.
Sempre notevole il senso di wilderness che si prova in questi posti. Mi piace citare un grande alpinista che poco distante dalla Cima della Fascia scrisse una pagina di storia sulla parete della Scaranson, Alessandro Gogna: “Bastava andare nel Marguareis per essere fuori dal mondo. Niente telefonini, nessuno sapeva dove ci trovassimo e cosa stessimo facendo. [..
.] Eravamo programmati per affrontare difficoltà concrete. E una violentissima forza ci faceva andare avanti.”
Proprio quello che ieri, fatte le dovute proporzioni, io e Dario desideravamo sperimentare.

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