Esparges Fines (Pic des) da la Roche de Rame par le Vallon de la Bouchouse e Col du Lauzon

Esparges Fines (Pic des) da la Roche de Rame par le Vallon de la Bouchouse e Col du Lauzon
La gita
enzo51
2 26/03/2018
Accesso stradale
Strade ben percorribili e in ordine
Osservazioni
Osservato fratture nel manto
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo non portante
Neve (parte inferiore gita)
Farinosa compatta
Quota neve m
1500
Equipaggiamento
Scialpinistica

Una comoda traccia di ciaspolatori consente un abbastanza agevole accesso al pianoro mediano fino a le Lauzet, qui la traccia pero’ finisce e bisogna crearne una nuova..Per mia fortuna lungo il pianoro che seguiva, un minimo riuscivo stare a galla per fondo tutto sommato con neve trasformata in diversi punti, ma che dovevo andarmela a cercare un po’ qua’ un po’ la’ al fine di risparmiare energie. Il salto a monte di le Cougnet, superato invece coltelli montati, per fondo durissimo quasi da invogliare a salirlo a piedi. Con un po’ di attenzione in piu’ cedo alla tentazione di calzare i ramponi e proseguo coi coltelli fino al plateau superiore con la meta al fondo solo apparentemente vicina. Mi portera’ invece via un altro paio d’orette per neve in questo ultimo tratto oramai costantemente sfondosa, tolto qualche lastrone che mi consentiva di tanto in tanto di restare quel minimo in superficie. Non ho raggiunto il colle che tocchero’ in discesa. Appurate le ottime condizioni del manto nevoso in questa fase finale della gita, rimonto senza alcun indugio su neve ventata ma soffice, la pala finale sotto la verticale della vetta. Alla base di due spuntoncini rocciosii di poco a sx del punto culminante,una qualvolta raggiunti, lascio gli sci e a piedi senza la necessita’ di dover tirare fuori i ramponi dal sacco, per neve anche qui in cresta sfondosa e in quantita’ abbondante giungo in vetta. Intanto vuoi per un motivo o per l’altro ben sei ore son passate. Il vento piu’ cheforte gelido, non e’ stato d’aiuto come al solito nella fase di preparazione alla discesa, ne ha consentito di apprezzare appieno della bella vista che di qui’ si gode sul vicino ardito appicco del Beal Traversier. Qualche discreta curva, ma solo nella parte alta. Riaccedere al Plan de la Lubiere, preferito i ramponi alle lamine a scendere il salto separante i due immensi pianori, nonostante il fondo non fosse piu’ cosi’ tanto duro, come invece riscontrato in salita. Spinto parecchio su neve ormai del tutto sfondosa per riguadagnare l’altra estremita’ del pianoro, da dove ripresa la traccia da ciaspole, un’ancora lunga ravanosa discesa sci in groppa a cercare di rimanere nella traccia dove il fondo piu’ duro consentiva di non sfondare piu’ di quel tanto, non mi e’ stata risparmiata.

Una gita da amatori, 24km a/r, non per discesisti puri che qui non troverebbero il benche’ minimo appagamento da una discesa tutta in farina. Ai suo posto invece tutti i tipi di neve tra i piu’ svariati. Tanta la fatica a scapito del divertimento, per contro un contatto intimo con la natura in luoghi appartati di straordinaria bellezza, dove si riassapora il senso dell’avventura e il piacere della scoperta.

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