Eiger Nordwand – Via Heckmair

Eiger Nordwand – Via Heckmair
La gita
nandroglione
5 15/04/2015

Se vi interessa la salita andate le condizioni sono spaziali, ma andiamo con ordine: zoccolo su neve con ottima traccia che conduce direttamente alla fessura difficile senza quasi toccar roccia. Fessura difficile pulita e asciutta. Traversata Hinterstossier con corda fissa (semi)nuova, se non ci fosse la corda francamente non avrei idea di come passare. Primo nevaio tutto tracciato su neve. Due tiri in ghiaccio conducono al secondo nevaio anche questo in neve e ottimamente tracciato. Passaggio un pò ostico sul ferro da stiro per arrivare al bivacco della morte. Rampa spettacolare in neve/ghiaccio e qualche passaggio su roccia facile. Camino della cascata asciutto ma rognoso secondo me il tiro tecnicamente più duro, fortuna che sono presenti chiodi e qualche cordino. Tiro dopo il camino senza il bouchon di neve così pronunciato, comunque delicato. Segue una goulotte stupenda, incassata in un diedro, ostica per taglie xxl. Cengia friabile delicata con ghiaccio vivo, qualche cordone. Fessura friabile asciutta non estrema. Traversata degli Dei con prima parte in neve e seconda misto e ghiaccio vivo delicata e spettacolare, 1500 metri sotto le chiappe!!! Ragno in neve polistirene. Prima parte dei camini in polistirene, due tiri su ghiaccio non banali per raggiungere il bivacco Corti. Camino nero solcato da una spettacolare goulotte in ghiaccio vivo, senza senso!!! Nevaio sommitale a posto. Cresta Mittelegi abbondantemente tracciata ma che richiede ancora attenzione.
Discesa: prima parte in punta di ramponi, via via più facile man mano che ci si abbassa di quota.
Bivacchi: Bivacco della morte ottimo. A metà della rampa due buone piazzole su neve. Alla cengia friabile extra lusso per due buono per 3 o più. Alla traversata degli Dei buono/discreto.
Nostra tattica: abbiamo preso il primo trenino con lo scopo di arrivare il più in alto possibile e siamo riusciti a bivaccare in una cengia nevosa spaziale all’inizio della cengia friabile per poi uscire comodamente il giorno dopo. Questo ci ha permesso di scalare la rampa e il camino della cascata nel tepore pomeridiano e lambiti dai raggi di sole. Al momento il miglior bivacco alto è quello dove siamo stati noi secondo me non vale la pena salire ulteriormente se non si è sicuri di uscire.

Che dire… sono sempre stato attratto da questa parete ma alla fine l’indecisione e la paura mi avevano sempre tenuto alla larga. Poi dall’autunno scorso uno sciagurato amico ha iniziato lentamente ma con caparbia determinazione a tessere quella tela che ti imprigiona ai tuoi sogni dandoti la forza di realizzarli. Grazie Marco. Anche per aver trascinato il bidone il primo giorno.

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