Ecrins (Refuge des) da Pré de Madame Carle – sentiero bordo ghiacciaio

Ecrins (Refuge des) da Pré de Madame Carle – sentiero bordo ghiacciaio
La gita
pedrito
3 16/07/2020
Accesso stradale
Ottimo, recentemente asfaltato da Ailefroide

Gran bella gita con vago sapore alpinistico, che consente a chi è in solitaria di raggiungere il rifugio abbattendo notevolmente i rischi oggettivi dell’attraversamento del ghiacciaio: ovviamente quest’itinerario nasce per evitare l’attacco del ghiacciaio quando questo è problematico (fine stagione), pertanto date le attuali condizioni più che buone ha più senso tenersi bassi sulla morena e attaccare il ghiacciaio il prima possibile, ovviamente dopo essersi legati, facendo in questo modo meno dislivello (in perdita) e dove la progressione è anche elementare a parte il passaggio sul solito crepaccione sul cambio di pendenza, che per ora sembra in buone condizione (ponte da verificare). Infatti questo percorso alternativo attraversa ghiaioni, pietraie, placche rocciose dal fantastico grip (I grado) e in questo periodo diversi nevaietti non tracciati (che ho ritracciato io avendo la picozza), questo ovviamente rende più faticosa la gita seppur divertente, ma d’altronde l’obiettivo è il rifugio.
Ovviamente MASSIMA ATTENZIONE A NON SCARICARE soprattutto nel primo tratto su chi sale sul ghiacciaio, muoversi con delicatezza… non fare le capre! In definitiva visto i numerosi nevai da ritracciare e un piccolo infortunio, che mi ha preoccupato… mi sono fermato su uno spuntone panoramico a quota 3180 sul glacionevato che scende dal col Emile. Bisogna scrivere, a dir vero, che i nevai sono tutti butterati con “acquasantiere” notevoli, che se in salita facilitano, invece nil traversi e soprattutto in discesa, massacrano le ginocchia… Da dove mi sono fermato io si scende per grosso nevaio sulla traccia del ghiacciaio (da tracciare ancora la discesa) qua possono essere utili i ramponi nella discesa sul ghiacciaio (io avevo picca e ramponi in alluminio con questi zeri termici vanno bene per questo itinerario e per le pendenze attraversate su neve: infatti i ramponi fino a qua non li ho usati, ma solo picca). Invece per l’attacco per reperire comodamente il sentiero coi bolli bianchi tenersi sulla morena sui sentieri alti e non abbassarsi sul ghiacciaio in nessun modo. Gita decisamente lunga e faticosa, ma paesaggisticamente/panoramicamente splendida e assai remunerativa.
Per il Dome des Ecrins: la normale sembra lambita da un piccolo crollo apperentemente non problemaatico (sfarinamento del seracco che è tra le Barre e il Dome? Informarsi al Rifugio) per il resto per quel che ho visto non vi è ghiaccio vivo e le condizioni del ghiacciaio superiore sono decisamente, per quel che ho visto, ancora buone.
Diverse cordate un po’ su tutti gli itinerari. Salito con poca gente, ma in discesa ho incontrato il “mondo” in tutti i sensi, soprattutto dal rifugio du Glacier Blanc… compreso l’Esercito Francese: pur dando precedenza a chi sale risulta difficile in alcuni tratti (per fortuna pochi) mantenere un po’ di distanziamento…

Alcuni francesi mi hanno seguito in questo itinerario, ma visti i nevai e avendo attrezzatura non idonea, per fortuna hanno saggiamente fatto dietrofront.
Bella gita di soddisfazione, peccato per il problema al ginocchio, che mi ha limitato e reso la discesa eterna…, speriamo di recuperare in fretta…
Grazie a Tini per aver relazionato questo bel Itinerario.
In solitaria, si fa per dire…, come sempre.
Unico Italiano in terra straniera… 🙂
Buone gite a tutti.

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