Dopo una corroborante notte al Soardi, le possibilità sono molte. Optiamo però per il passo delle Disgrazie, la fatica di ieri ha pesato e un cielo velato evita di farci sentire in colpa per la pigrizia.
Dal Soardi il passo delle Disgrazie è giusto fuori dall’uscio e grazie alla neve dura alle 8 siamo in punta, sotto lo sguardo stranito di un gruppo di francesi i quali pensavano di essere i soli a godersi questo nascosto angolo di montagna.
Dal colle si può salire ancora alla Francesetti, ma il cielo si è coperto e i primi metri di canale sono già avvolti dalla nebbia. Allora si scende e fin da subito le impressioni avute in salita sono confermate, alla faccia del 4.1 dato da Ripido, i primi cento metri sono intorno ai 45 gradi, forse anche qualcosa in più il tutto reso più complicato dalla neve dura, poi la pendnza molla ma la neve rimane dura praticamente fino al bivacco.
Il canale si presenta molto svalangato nella metà inferiore, ma grazie alle dimensioni ci sono ampi spazi per curvare.
Al bivacco raccogliamo il matariale e ci avviamo sempre su ottima neve fino al passo di Napoleone, dove si tolgono gli sci per poi calzarli alla sua base e tenerli fino a quota 1.800 mt circa.
Da lì sci nel sacco e in un’oretta su comodo sentiero finalmente a Forno, dove dopo una serie di birre e un bel panino, Stefano che abbiamo conosciuto al momento ci accompagna a Ceres a prendere una delle due auto per andare a recuperare la seconda al Pian della Mussa.
Non sono solito descrivere le gite in modo narrativo, ma mi faceva piacere condividire, con chi vorrà leggere, le emozioni di questa bella due giorni.
Grazie a Davide che ha accettato la proposta di questo giro che inizialmente doveva essere diverso, ma che alla fine si rivelato comunque di grande soddisfazione.
Le Valli di Lanzo non deludono mai