- Accesso stradale
- Ok
Per l’attacco percorrere la cengia che conduce anche alla via “orcoidea selvaggia”, proseguire in ascesa verso un larice con una delle due cime tagliata; continuare sino ad uno spit con maillon. Da qui una breve calata (qualche metro) verso la prima sosta a spit. (Noi abbiamo lasciato gli zaini qui e poi abbiamo fatto l’ultima calata che porta a base parete e quindi al sentiero).
Il secondo tiro è quello che a mio avviso definisce l’obbligatorio: una bella placca in stile Valle Orco con il famoso e unico spit a metà… qui non si può barare…ai “placchisti ” piacerà!!
Dopo la placca è possibile proteggersi a friend o nut lungo tutto un sistema di fessure diagonali e lame.
Davvero bella la fessura del terzo tiro: partenza un pò da interpretare e poi incastri ottimi ed è anche facile proteggersi…a mio parere un pò più di 6b.
A questo punto noi abbiamo fatto sosta a friend usciti dal difficile (tutte le altre sono a spit…volendo si concatenano i due tiri ma occorre avere qualche frind in più). Ultimo tiro ancora in fessura ma questa volta molto più facile.
Calate: da s4 a S2 (sotto il tetto), da s2 a s0 e da s0 a terra.
La via a me è piaciuta molto, a me è toccata la placca… richiede molta concentrazione e capacità a scalare in aderenza (vale anche ler il secondo)! Ero troppo curiosa di affrontare questo tiro storico.
È ovvio che è corta, ma è possibile abbinarla ad altre vie al Disertore…scalare qua d’estate è perfetto!
Consigliata!!! Con i super soci Gian e Luca…che team!!!