- Accesso stradale
- Solito dal parcheggio della seggiovia per strada cementata ben visibile.
Tiri: Concatenati L1 e L2. L3 tranquillo, il tiro più ostico a mio vedere è L4, una bella placca di 40 metri su cui scalare con eleganza.
L5 altre relazioni riportano un 6a rispetto al “5b atletico” della relazione su Gulliver: tecnicamente è meno dificile di L4, però è molto continuo e va scalato con fluidità per non andare in ghisa; gli concederei almeno un 5c.
L6 per andare in cima presente un chiodo stando sulla sinistra delle rocce rotte/diedro prima della
crestina (un po’ di marcio in giro, attenzione).
Chiodatura: Non l’abbiamo trovata così distanziata, ma definirla plaisir mi sembra eccessivo – certamente dipende a cosa si è abituati, ma comunque va scalata. In L4 tocca sfalsare le corde e allungare i rinvii, e comunque ci sarà attrito.
Materiale: Abbiamo portato una dozzina di rinvii, di cui almeno 5-6 da 60cm per ridurre gli attriti.
Friends, dadi & co inutili, non ci sono possibilità di integrare (se non su L1).
Calata: Dalla sosta prima della cima ci si cala alla sosta prima si L5, poi un’altra calata fino alla sosta prima di L4 e poi giù fino alla base
Roccia: solida per tutto il percorso (tranne l’ultimo pezzo per andare in cima).
Altre note: in questo periodo va in ombra circa dopo le 12.00. In zona comunque girano sempre nuvole e tira aria, resta una zona abbastanza fresca. Paesaggio in cima da godere, con vista sulla valle e sui picchi mellici.
Con Luca ed Elisa, via carina di tutto rispetto – un altro passo rispetto ad Anita 2000 (gradi non paragonabili).
Un temporalino in cima ci ha fatto scendere di corsa dalla vetta, con il sole spuntato puntuale arrivati agli zaini.