- Accesso stradale
- Parcheggio a pagamento
Condizioni buone. La gengiva è pulita, occhio solo sempre a non smuovere qualcosa, prestando attenzione agli ometti si segue il percorso migliore fra le parti detritiche con qualche breve passaggio di I-II. Noi abbiamo lasciato i ramponi alla base della gengiva. La picca può tornare utile nell’unica parte con neve, il traverso prima dell’attacco della via. Via, come già detto da altri, da non sottovalutare solo per la presenza dei canaponi. I tiri possono variare data la presenza di diversi fittoni ed anelli, le placche hanno belle fessure e lame per piedi e mani, scalabili in scarponi, mungendo di tanto in tanto i canaponi. Il passaggio più duro è quello dopo le placche ed il traverso a destra, un muretto camino molto fisico (V+ tutto) dove la roccia è unta per scalare, quindi meglio tenersi forza per le braccia per tirare il canapone. Dopo la punta Sella, un ultimo tiretto con canaponi e si è in vetta. Uno spettacolo. Discesa in doppie. Noi abbiamo tenuto la linea di destra faccia a monte. Ogni calata ha il numero e la lunghezza, ne abbiamo fatte 6 da 20-25 metri. Rientro su neve ancora buona nonostante le alte temperature. Saliti in 4 ore, alle 15 eravamo al Rifugio. Gita classificabile in AD+
Con Stefano (pro). Grande soddisfazione l’aver raggiunto questa iconica vetta