Di seguito viene descritto il percorso originale dalla Cabane du Grand Mountet, in alternativa è anche possibile partire dalla Schönbielhütte e raggiungere la parte alta della via seguendo la Martinsgrat dal Col de Zinal.
Da Zinal salire alla Cabane du Grand Mountet.
Dalla Cabane du Grand Mountet, scendere sul Ghiacciaio Durand (sentiero con bolli, poi ometti) e risalirlo in direzione del Col Durand, aggirando sulla dx orografica una serie di crepacci. Raggiunta la conca ai piedi della seraccata, si attraversa il ghiacciaio in direzione della sua sx orografica, portandosi alla base della frastagliata bastionata rocciosa del Roc Noir, che si supera con facile arrampicata (ometti) fino a guadagnare il plateau glaciale superiore. Si prosegue con percorso ad arco, per aggirare altri crepacci, fino all’imbocco dei due canali di accesso alla cresta, separati l’uno con l’altro da un gendarme. Si risale quello di sx, facile se in buone condizioni, talvolta con verglas. In caso contrario è preferibile optare per quello di dx, più breve e meno inclinato (blocchi instabili).
Seguire la cresta di rocce facili rimanendo il più possibile sul filo (III) aggirando dei piccoli gendarmi sulla dx, fino a raggiungere una grande torre giallastra. Risalirla direttamente sul bordo o leggermente a dx, attraversare poi un colletto e scalare la torre di rocce rosse che segue, guadagnando infine il punto di incontro con il ramo che parte dal Col de Zinal (Martinsgrat).
Il tratto che segue è meno ripido e conduce, dopo l’attraversamento di una punta di roccia, ad un enorme gendarme. Si segue inizialmente una stretta cengia sul versante Nord, fino ad un camino ben visibile (III) che esce su terreno esposto da risalire fino in cresta (delicato con neve). Si prosegue sul filo superando altri piccoli torrioni e dossi, fino a quando un ardito profilo frastagliato obbliga ad entrare in un canale di rocce rotte sulla sx (chiodo), a cui si accede mediante un breve ma delicato passo in traverso su terreno franoso. Oltre questo ultimo ostacolo ha inizio la sezione nevosa, che sovente può presentare grosse, problematiche e insidiose cornici strapiombanti sul versante di Schönbiel. Verso la fine la cresta si addolcisce e non oppone più particolari difficoltà fino in cima. (10-15 h dalla capanna alla vetta).
Discesa lungo la via normale del versante Sud (Wandfluegrat).
Celebre l'aneddoto legato a questa ascensione, raccontato da John Stafford Anderson, dopo la scalata rivelatasi molto faticosa e difficile: "per prima cosa ci stringemmo le mani, poi Ulrich Almer, afferrando la situazione nella sua totalità, esclamò a voce alta e in modo solenne 'Wir sind vier Esel' ('Siamo quattro asini'), una specie di riassunto condensato delle azioni di quella giornata".
Da allora l'itinerario è comunemente conosciuto come Viereselsgrat o Arête des Quatre Ânes (Cresta dei Quattro Asini), rispettivamente in lingua tedesca e francese.
- Cartografia:
- Swisstopo (mappatura digitale disponibile online e su applicazione)
- Bibliografia:
- Le Alpi Pennine, le 100 più belle ascensioni fra il Gran San Bernardo e il Sempione M. Vaucher
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