Deiro Nero da Sparone

Deiro Nero da Sparone
La gita
blin1950
5 09/12/2017
Accesso stradale
Nessun problema

Non siamo partiti da Sparone, ma bensi dal bivio della strada vecchia di Torre Antigliera. Partenza verso le 8 e 20’ circa, giunti alla casa sopra la strada, siamo saliti nel prato a monte, a raggiungere il sentiero che sale nel bosco e risale un primo gradino delle varie cascatelle del Rio Pissa. Salita nel canale roccioso sul lato destro di marcia su placche poco inclinate fino ad una cascatella con relativa pozza, attraversato il rio si sale un canale imbutiforme, dove per raggiungere la sommità “i nostri avi della valle” hanno costruito una grossa scala in pietre, con uscita su placca sfruttando una fessura-scalino naturale. Salita ora su magra traccia di animali, che sale fra canali, cenge, toccando alcuni ruderi e vecchie baite e giunge nel bosco sopra la barriera rocciosa nella zona I Prii, m.775. Andando verso ovest, abbiamo intercettato il sentiero segnato che sale da Sparone (quello dell’itinerario) e su questo raggiunto la strada asfaltata. Percorsi 300÷400 m. in discesa e a destra su sentiero saliti al borgo Camus poi nel bosco ripido senza sentiero raggiunto il Pian Bert ad incrociare il sentiero Frachiamo-Vasario, e risalita su larga dorsale alle Baite Merlo, quota 1293, discesa al colle 1265 e risalita al Deiro Nero, m. 1414. Foto di vetta e punto gps molto veloce e subito discesa, causa ventaccio gelido; discesa-traverso alla Magna Fioria, Paramea e Ronco di Pont. Discesa a Obertini e giù alla casa del Violino, Moja e Rusanetto. Da quest’ultima, discesa traverso verso il Rio Pissa a cercare il vecchio Mulino, quindi discesa fra i rovi ad attraversare il rio, salita sul lato opposto e traverso su ripidi pendi sporchi a raggiungere le case I Prii a chiusura anello. Ritorno all’auto, cercando i passaggi del percorso di salita e oggi in questo selvaggio angolo della Valle dell’Orco, in qualche punto, in mezzo alla boscaglia, è tornato utile il gps! Rientro avvenuto verso le 14 e 10’.

Percorso che non consiglio e non fatevi ingannare dal tracciato del sentiero riportato su Carta Mu, perché questo esiste solo all’inizio fino alle placche del torrente, poi solo la scala in pietra e resto vaghe tracce di animali difficili da interpretare su terreno impervio. Giornata bella, poca neve nei tratti in ombra poi però il vento si è fatto sentire. Grazie all’Amico Franco per aver condiviso l’idea di questo gran bel giro, in parte esplorativo, come piace a noi .

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