- Accesso stradale
- Strada per il pian della casa piazzata come sempre: buche e pietroni. Occhio con macchine basse.
- Traccia GPX
Dal rifugio remondino abbiamo preso per il passo dei detriti tagliando poi per pietroni fino alla base del canale (grazie a chi ha fatto le foto e ha integrato le frecce per indicare l’imbocco della via). Più semplicemente dal rifugio si possono seguire i bolloni verdi per la falesia evitandosi i pietroni (percorso seguito al ritorno).
Gli ometti presenti sono più visibili al ritorno, all’andata siamo andati in modo istintivo cercando un po’ da arrampicare. Arrivati quasi alla fine del canale non farsi ingannare dalle soste con cordone presenti a sinistra, ma volgere lo sguardo sulla destra dove è presente un grande ometto. Da qui abbiamo seguito poi una serie di placche esposte con un terzo grado continuo (l’abbiamo un po’ cercato), la via normale passava leggermente più a destra, questa seguita al ritorno. Se si seguono le soste a sinistra del canale (una nuova a fix e cordone, l’altra poco più sopra con due chiodi vecchi) si arriva con passi di IV a un colletto (da questo avendo sbagliato ci siamo poi calati in ritirata su spuntone poichè non avevamo dietro materiale per proteggerci) dove a sinistra sono presenti in parete dei fix con cordoni, a destra si può arrivare in cima per cresta per una trentina di metri, anche qui a vista parrebbero passaggi di IV.
Dalla vetta scesi seguendo un po’ più fedelmente gli ometti. Effettuato una calata con due mezze da 30 da un cordone (un po’ malandato) con maillon fissato su masso verso metà canale.
Per il resto fatta tutta in conserva corta.
Bellissima gita, ambiente selvaggio, solitario e superlativo con poche ripetizioni, vista magnifica. Leggendo le relazioni pensavo avremmo fatto più fatica a salire, ma con il giusto intuito si riesce ad uscirne.