Damavand (Monte) dal Versante Sud

Damavand (Monte) dal Versante Sud

Dettagli
Dislivello (m)
3100
Quota partenza (m)
2500
Quota vetta/quota (m)
5610
Esposizione
Sud
Difficoltà sciistica
BS
Tipologia
Pendii ampi

Località di partenza Punti d'appoggio
rifugio-bivacco 4200 mt

Note
Strade e trasporti sono buoni, ma data l'economicità dei costi iraniani, nonché il traffico a volte molto pesante e caotico in tutti i dintorni di Teheran, conviene avere un mezzo locale con autista a disposizione, così da risparmiarsi problemi e guida negli ingorghi ricorrenti. I rifugi bivacco a 4200-4250mt (vecchio e nuovo) necessitano di chiavi da prendersi alla Mountain House di Rineh, ma non essendoci cucina attrezzata, non sappiamo se poi non vi dispongano di avere un cuoco locale per la preparazione dei pasti.
Avvicinamento
Si arriva con l'auto a circa 2500mt lungo la strada asfaltata tra Rineh e Polour; da lì si gira a un bivio per una stradina dove il fondo diviene sterrato e si giunge alla moschea 3000mt con cupola dorata. A seconda dell'innevamento e delle stagioni, si parte sci ai piedi fra i 2500mt e i 4000mt, poiché essendo un versante sud la neve è presente in modo molto variabile.
Descrizione

Il percorso è elementare e non richiede particolare studio, anche se vi proporranno con insistenza l’assistenza di una guida locale e a prezzi esigui (ci può anche stare). Dal bivio suddetto si percorre la strada fino alla moschea 3000mt, tagliando eventualmente in base all’innevamento. Dalla moschea si risalgono gli ampi pendii e vallette, tenendosi leggermente a sx (Ovest) in direzione del visibile rifugio in muratura (che è più freddo di quello vecchio a botte poco più in basso, il quale è invece rivestito internamente in legno e pertanto più “tiepido” durante la stagione fredda). Dal rifugio-bivacco a 4200mt si continuano a risalire pendii larghi in chiara direzione Nord verso la vetta, pendii che si accentuano un po’ in ripidezza, oltre i 4700mt di quota. Intorno ai 5000mt si perviene a un tratto più dolce dove ci si porta leggermente più a Est, impennandosi nuovamente verso dx e arrivando ai 5400 mt circa del tratto terminale in vista della vetta. Da lì si salgono le rocce instabili giallastre con sbuffi sulfurei puzzolenti – volendo con ramponi e/o con sci in spalla o depositati, in questo caso però attenti al vento forte (non ci sono quasi per nulla punti riparati). Sono frequenti paletti di segnalazione del percorso. La vetta è costituita da una crestona tondeggiante, orlata da grossi massi che seguono l’andamento del bordo del sottostante cratere, innevato quasi perennemente. Da qui vista (improbabile) sul Mar Caspio e su tutto il resto del mondo!!!!
Discesa spettacolare ed infinita sulla via di salita, tutta meridionale e auspicabilmente assolata.

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ulello
05/04/2019
2 anni fa
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