- Accesso stradale
- Lasciato l'auto nel parcheggio della Borgata Canova, raggiungibile su comodo asfalto. Da li sentiero diretto passando dal sito didattico di arrampicata.
- Traccia GPX
Dalla via diretta per la cima Est (1506m) 450m di dislivello sempre ripido su 1,2km – Esclusi discesa e risalita alla cima Ovest (1531m) per la quale si aggiunga poco di più.
Saliti solo alle due punte della Curbassere senza fare l’anello qui indicato ne vedere la grotta. Dal parcheggio alla Borgata Canova, salita breve ma ripida e a tratti sdrucciolevole, ma tutto sommato si arriva fino alla punta Est, quella con la croce, senza problemi. Anche i brevi tratti di corda sotto la prima cima, se ci si sente sicuri rimangono inutilizzati. Corda a tratti molto sfilacciata. Sbucati fuori sulla cima est la vista della ovest fa subito pensare a tutt’altro paio di maniche, per la quasi verticalità e levigatura delle placche dal lato verso valle. La relazione (carente da questo punto di vista, così come tacche dipinte sulla roccia o altre indicazioni chiare) scrive di salire alla cima seguendo la linea di cresta, ripida ma abbastanza frastagliata da offrire appigli e appoggi. Sarà.. Noi aggirandola verso destra troviamo un visibile itinerario di salita tra rocce ed erba che termina su un breve tratto di pochi metri assolutamente arrampicabile e senza alternativa. Non presente chiodatura ma con attenzione si riesce a salire in libera e in breve il più è fatto. Si perviene così ad un punto più spazioso e sicuro prima di salire sulla cima direi Ovest Bis, a questo punto. Infatti da qui con una breve discesa e poi risalita, sempre verticali, si raggiunge la vera cima, poco più alta di quella con la croce. Impressionante la verticalità delle due vette dal lato della Val d’Ala. La via chiodata sotto la cima est, da libro di vetta, sembra essere un VII grado. In realtà massimo un 6b/c da altra relazione qui.
Per la discesa ritornare in dietro per la nostra via di salita prestando ancora più attenzione a disarrampicare il tratto peggiore (o eventualmente montare una doppia con una fettuccia necessaria a sopperire la mancanza di un anello di sosta).
Oppure disarrampicare dalla linea di cresta che guarda la cima est o anche qui una bella calata in doppia. Necessaria corda da 60 per arrivare direttamente al colletto sottostante. Da questo lato almeno è presente una sosta con catena sulla cima Ovest.
Noi per divertimento ci siamo calati su un balconcino erboso in direzione Ovest e da qui con attenzione sulle placche sempre più inclinate e poi con calata in doppia siamo arrivati poco sotto il colletto tra le due cime, dove siamo poo in breve risaliti per rifare la via dell’andata. Ecco.. Scendete da quel lato solo in doppia. Due vie chiodate sulle placche e anello di sosta con catene proprio sotto la cima Ovest qui davvero verticale. Dal colletto si torna alla cima est e poi rientro sulla via dell’andata. Dal colletto tuttavia sembra ci sia una traccia di sentiero che porta giù, forse usato da chi arrampica. Ma non esistono ne tacche ne ometti ne traccia sulla mappa.
La breve salita arrampicabile alla cima ovest può essere tranquillamente classifica come PD- secondo me. Se non altro per l’esposizione.
Per noi oggi gita pomeridiana. E con l’idea di fare qualche manovra, provvisti di imbrago, corda e attrezzatura varia.
Cime e panorama bellissimi. Quella che si vede da sotto è la cima Ovest, ossia quella alpinistica. La Est più bassa è a volte coperta dagli alberi. Impressionante la verticalità finale. Consigliato quando le più alte cime intorno verso Ovest (Mondrone, Bessanese, etc.) hanno ancora bella neve perché il colpo d’occhio è notevole. Se pratici cima Est tranquilla. Direi invece quella Ovest è già per chi ha dimestichezza in arrampicata su roccia. Il III grado, come indicato, ci sta tutto. Quindi anche se per un breve tratto alzerei il livello da F a PD- (memore di altre simili).