Non avevo mai percorso questo vallone pur conoscendo bene le Valli di Lanzo. Fortunatamente ho convinto un gruppo di amici (vedi ringraziamenti sotto) a seguirmi in questo giro esplorativo. Il risultato e’ stato direi superiore alle mie aspettative per varieta’ di paesaggi, sensazione di isolamento e contatto con la natura. Bella ed emozionante l’entrata nel vallone tra alte rocce rossastre, dove il fiume scorre in una forra profonda e il sentiero costruito con maestria fa pensare ai tempi remoti in cui queste zone erano molto frequentate. La parte successiva in riva al fiume fa scoprire un gran numero di pozze e cascatelle ricchissime d’ acqua, in un’ altra stagione probabilmente balneabili. In alto il vallone si apre su vaste praterie, dove si nota l’ opera dell’ uomo che ha diligentemente ammucchiato le pietre per far posto a pascoli ormai in disuso. Anche qui i colori dell’ autunno e la neve in alto sul Plu e sul Doubia compongono un quadro a tinte tenui e molto suggestive. La ripida salita al Pellerin serve piu’ che altro a dare una cima come meta all’escursione, se non si vuole patire sul terreno ripido si puo’ anche procedere (come abbiamo fatto al ritorno) verso la sella prativa del colle Crosiasse, nei pressi dei grandi e belissimi alpeggi.
Morale: se cercate un luogo per allenarvi a fare 1000 m di dislivello in velocita’ questa gita non fa per voi. Se cercate difficolta’ alpinistiche e/o cime puntute, idem. Se pero’ non avete fretta e vi piace guardarvi intorno nella luce obliqua dell’ autunno cercando le sensazioni che la montagna e’ capace di dare, aspettate una giornata di cielo terso e salite, da soli o in buona compagnia, il vallone di Crosiasse.
Grazie ai miei compagni di gita: Bruna, Laura, Mauro, Luca e il giovane Stefano, che hanno accettato di buon grado la mia proposta per una gita alla ricerca di paesaggi in questo luogo un po’ dimenticato, dove la dimensione “verticale” e’ meno accentuata (anche se sono pur sempre 1000 m di dislivello!).