Gita fatta in 2 giorni dormendo al Rifugio Cibrario. Partiti sabato intorno alle 14 dall’Alpe Arnas, il sentiero 120 è ripido ma con ottimo fondo, e questo consente di salire molto velocemente fino all’incrocio col sentiero 118 proveniente da Margone… salendo da questo versante secondo me si risparmiano almeno 40-45 minuti. In totale abbiamo impiegato circa 3 h per arrivare al rifugio.
Domenica mattina partenza intorno alle 7.40, fino al Colle della Valletta non ci sono problemi, il sentiero rende molto e ci sono solo più 2 o 3 innocue lingue di neve (1 h 30 circa dal rifugio). L’idea era di salire dalla cresta e scendere dalla normale. La prima parte di cresta è banale e un primo torrione si aggira senza problemi sul lato francese. In questa fase il percorso è segnalato da qualche freccia gialla. Una volta arrivati a quota 3400 m circa, poco sotto al torrione con catena, le persone che ci precedevano ci hanno avvisati che non avevano trovato la catena (che ci dovrebbe cmq essere…parola dei gestori!!!) e che il passaggio era molto impegnativo, quindi potendo ancora intercettare la Normale senza perdere troppo dislivello, abbiamo preferito rinunciare alla cresta per non rischiare di rinunciare alla cima!!! Così, con un lungo traverso su sfasciumi davvero scomodi e instabili, siamo riusciti a traversare e a raggiungere la normale a quota 3.350 m circa. Qui, per evitare un tratto all’apparenza abbastanza ostico su sfasciumi e detriti, abbiamo messo i ramponi risalendo per 100 metri circa sul nevaio (molto ripido, non bisogna cadere!!!), per poi proseguire ancora su sfasciumi e arrivando in cima dalla parte opposta della cresta rispetto alla Normale. Queste peripezie ci hanno fatto perdere molto tempo, quindi abbiamo impiegato circa 4 h per raggiungere la cima, sennò credo che in 3 h si arrivi tranquillamente. Arrivati in cima intorno alle 11.45, panorama a dir poco spettacolare e a 360°…sul versante francese meteo perfetto, mentre dal lato italiano c’era qualche nube da calore che limitava un po’ la visuale. In discesa abbiamo seguito fedelmente la Normale e in effetti non ci sono assolutamente problemi…la traccia è sempre ben evidente, non si pesta neve e l’unico tratto in cui fare un po’ di attenzione è tra i 3.400 e i 3.300 (dove in salita ci siamo ramponati) in quanto la traccia è coperta dalla neve, ma la si può aggirare facilmente sulla sinistra. In sostanza, salendo dalla Normale non ci sono assolutamente problemi e non serve nessuna attrezzatura se non a scopo precauzionale…utilissimi invece i bastoncini, sia in salita che in discesa. Dal colle della Valletta, dopo aver raggiunto anche la cima Nord di Peraciaval (5 minuti e 30 metri di dislivello dal colle), velocissima discesa fino al rifugio (1 h scarsa dal colle, 1 h 45 dalla cima), e quindi dopo un po’ di relax, altre 2 ore per tornare all’auto.
Gita grandiosa che avevo in mente da anni…il percorso è molto bello e la vista dalla cima ripaga ampiamente la fatica, specie in giornate spettacolari come queste…
Una doverosa citazione per l’accoglienza al Rifugio Cibrario, gestito in modo a dir poco spettacolare dai soci della sezione CAI di Leinì…il rifugio è in un posto magnifico, è molto carino e confortevole anche se piccolo e si mangia davvero benissimo…la cena comprende antipasto, primo, secondo, formaggio, dolce, caffè, pussacaffè e vin brulè…tutto ottimo e abbondante ea costi davvero contenuti (35 € la mezza pensione per i soci CAI)!!!!