Croce (Picco della) o Wilde Kreuzspitze dalla Malga Fane, anello per il Rifugio Bressanone

Croce (Picco della) o Wilde Kreuzspitze dalla Malga Fane, anello per il Rifugio Bressanone
La gita
andrea81
4 14/08/2015
Accesso stradale
strada tortuosa e stretta dopo Valles, ampio parcheggio

Oggi purtroppo previsioni meteo toppate, almeno per questa zona, ed il giudizio sulla gita sarà anche influenzato dal tempo incerto, oltre dal fatto che mi aspettavo un ambiente diverso, invece l’ambiente è molto simile alle alpi occidentali con i loro sfasciumi rispetto alle Dolomiti. Partenza quindi dalla Malga Fane con forte umidità e nuvole già al primo mattino, con sole che ogni tanto fa capolino. La prima parte di stradina è un po’ monotona ma si sale sempre con buona pendenza, fino a raggiungere la Capanna Pian di Labes, dove finalmente inizia il sentiero vero e proprio; qui inizia a piovere un paio di volte, ma confidando in una schiarita si prosegue come del resto fanno i numerosi escursionisti presenti. Dopo un tragitto abbastanza lungo e tortuoso ecco la meraviglia del Lago Selvaggio, purtroppo i suoi colori vengono resi opachi dalla nuvolosità che pare sempre più compatta e minacciosa. Le gocce aumentano di intensità e all’arrivo alla sella del Giogo Rauhtal è in corso una vera e propria bufera di vento e pioggia… ma ormai che ci sono mi scoccia rinunciare, e così proseguo di buon passo verso la cima, dove incontro diversi escursionisti in ritirata. La salita dal colle alla cima è molto ripida e su sentiero infame, tuttavia sarà per la pioggia ma salgo 300 m di dislivello in 15′ (il percorso è davvero diretto). Alla croce arrivo proprio nel momento peggiore dal punto di vista meteo, con vento forte, pioggia e scarsa visibilità, giusto il tempo di un selfie e giù di corsa mentre si sente anche qualche tuono in lontananza. Per fortuna ritornato alla sella smette di piovere e schiarisce un po’ (quasi una beffa) ma sarà solo una pausa breve; disceso quindi verso il rifugio Bressanone, percorso molto veloce anche per merito di un paio di nevai residui, poi giù per terriccio e sfasciumi fino ad un grande pianoro erboso, dal quale l’ottimo sentiero porta a toccare il rifugio, e quindi la stradina fino all’auto.
Purtroppo sono rimasto un po’ deluso e condizionato dal meteo non all’altezza delle aspettative, comunque è una bella montagna e con meteo favorevole deve essere molto panoramica.

Link copiato