Crana (Pioda di) per la grande piodata

Crana (Pioda di) per la grande piodata
La gita
larix66
5 30/12/2014

Salita dal canalone, affrontato oggi in condizioni decisamente invernali; all’uscita proseguiamo come previsto lungo la via normale mentre la piodata presenta una copertura nevosa irregolare per il distacco di molti lastroni risalenti alle nevicate meno recenti. Le temperature basse del periodo rendono il manto residuo stabile, con consistenza marmorea tranne negli strati non ancora rimaneggiati dal vento, il cui spessore è comunque trascurabile. Neve continua a partire da circa 1900-2000 m, in pratica poco sotto il “Sasso delle Marmotte” dove calziamo i ramponi. Evitiamo le numerose lastre di ghiaccio vivo sul fondo del canale tenendoci sulla fascia rocciosa a ridosso della parete alla nostra sinistra, da cui con una breve calata torniamo sul fondo dove dobbiamo ancora affrontare un breve tratto delicato per poi proseguire su neve compatta (tranne un ulteriore piccolo affioramento di ghiaccio) fino alla forcella. Il salto di roccia che si affronta prima dell’uscita presenta formazioni di ghiaccio che si superano senza difficoltà. Dalla forcella in poi nessun problema nel seguire più o meno il percorso estivo, facendo attenzione alle cornici nei passaggi più esposti.
La discesa avviene lungo la “via normale”; teniamo i ramponi per sfruttare la neve ancora compatta fino a circa 2000 m.
Giornata decisamente fredda, con continue raffiche di vento durante quasi tutta la percorrenza, anche alle quote più basse. Le temperature rigide (-10° di massima prevista a 2000 m) hanno comunque garantito la sicurezza, da mettere nuovamente in discussione in caso di significativo rialzo termico. Per effettuare questa gita con le condizioni attuali si consiglia l’utilizzo di attrezzatura alpinistica adeguata ad un’ascensione di misto, anche se di difficoltà limitata.

Gita in compagnia di Andrea, Andrea, Beppi, Lorenzo e Mario. Il mio ringraziamento ai soci di oggi, la cui esperienza ha reso possibile il superamento delle difficoltà incontrate.

Un pensiero in memoria di Mario Barbieri e Dante Castelnuovo, recentemente scomparsi, che insieme ad Enrico Cheula nel marzo 1974 effettuarono la prima ascensione invernale, con condizioni ambientali e logistiche ben diverse da quelle incontrate da noi.

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