Coudrey (Monte) T.Rex

Coudrey (Monte) T.Rex
La gita
pinin
4 11/06/2017

Difficile assegnare le stelline di gradimento a questa via un po’ particolare, fra le più discontinue dell’intera Albard (trasferimenti davvero “ravanosi” nella parte centrale), ma con alcuni tiri molto interessanti, ben chiodati e che offrono un’arrampicata più completa e varia rispetto alle placche prevalenti nella zona. Alla fine,”conquistato” dall’ultimo tiro (seppure recuperato a posteriori) il gradimento è cresciuto di molto; anzi, mi sento assolutamente di consigliare chi non avesse il tempo o la voglia di fare tutta la salita, magari al ritorno dalla vie vicine, di calarsi dall’alto e godersi almeno quest’ultimo tiro, muro pressoché verticale, molto tecnico ma non di forza, credo una delle migliori espressioni dell’arrampicata di Albard. Qualche commento sulle altre lunghezze: partenza del primo tiro non molto promettente, sporco e nerastro, ma l’aderenza è accettabile), abbastanza lungo (50 m); il secondo tiro segue uno spigolo, non difficile ma esposto e con roccia un po’ rotta (ho raccomandato a Germana di non guardare in basso, ma per gli amanti degli spigoli aerei è comunque una manna) 40-45 m circa; terzo tiro: muretto da scavalcare (meno difficile di quanto sembri) e quindi un diedro articolato (non facile) con muretto finale; quarta lunghezza: lasciamo perdere, è difficile non perdersi;). quinto tiro: difficile arrivarci, in ogni caso l’importante è ritrovare la seconda metà, bella placca d’aderenza (tipica della zona), meno difficile di quanto farebbe supporre il grado 6a; seguono i tiri di trasferimento (difficili da contare ma finiscono di cuocere i piedi, forse è meglio togliere le scarpette e risparmiarseli per l’ultimo tiro); alla penultima sosta, prima del traverso e davanti al muro dell’ultimo tiro (impressionante nella vista di fronte) Germana (che non ama né i traversi né i muri verticali), mi ha proposto una via d’uscita rapida, una bella placca appoggiata e rugosa (sprotetta ma abbastanza amichevole) che conduce direttamente all’uscita di Olimpic Spirit. Una volta fuori ho recuperato dall’alto l’ultimo tiro, da non perdere…

Con Germana e gli amici Idalba ed Enrico, tutti con i piedi cotti ma ugualmente soddisfatti.

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