Arrivare all’attacco della via è un’avventura, probabilmente il sentiero non è molto frequentato quindi la vegetazione è davvero folta, soprattutto i rovi!! I bolli rossi da seguire ci sono, bisogna solo trovarli…Calcolare 45min abbondanti.
I primi tre tiri della via sono piuttosto bruttini: il primo è su muschi neri, il secondo su olina (e le scarpette non aderiscono…) e il terzo è un trasferimento in mezzo a rovi e piante di “gratacul” (che hanno delle spine enormi) forse prima c’era una traccia di sentiero, adesso conviene tenersi un po’ più sulla roccia. Il quarto tiro parte in un bel diedro, peccato che l’uscita è invasa da una giga-rovo che mi si è attanagliato intorno alle caviglie, una goduria…il tiro prosegue molto verticale e con passaggi non facili. Attenzione al quinto tiro, la placca verticale è super spittata, ma terminato il passaggio difficile non si vede più nessuno spit e non si capisce dove andare. Qualcuno ha lasciato un maillon, cmq bisogna proseguire sulla dx dello spit, lungo una facile fessura diagonale e dopo 4/5 m si arriva ad uno spit. Il passaggio è facile ma visto che si tratta di arrampicata sportiva si poteva chiodare meglio a mio avviso. L’ultimo tiro parte di nuovo in diagonale, ci sono un paio di passaggi carini e a parte un po’ di olina all’inizio non c’è altra vegetazione fortunatamente.
Discesa in doppia, la prima è delicata perché la sosta è spostata su un lato e quindi bisogna fare attenzione a non fare pendolo (e a non scivolare sull’olina). La seconda doppia si fa perfettamente in verticale con una ventina di metri abbondanti nel vuoto, con due mezze da 60 si arriva all’inizio del tiro di trasferimento (e così si evitano rovi ecc.). Terza e ultima doppia su albero, si arriva fino alla base della via.
Riassumendo, da fare solo proprio se si vogliono fare tutte le vie della zona e cmq portarsi dietro una tronchesina!!!
Con Save, siamo rientrati a casa graffiati dalla testa ai piedi ma alla fine ci siamo divertiti. Grazie 🙂