Coudrey (Monte) – Paco Ramirez

Coudrey (Monte) – Paco Ramirez
La gita
pinin
4 19/11/2017

La gita della settimana scorsa dell’amico Giuliof ci ha dato il la ed abbiamo voluto provare anche noi questa via un po’ dimenticata. Non salivamo quassù da un po’ di tempo ed abbiamo molto apprezzato la pulizia del sentiero e la nuova segnaletica, che facendo dimenticare il vecchio “ravanage” agevolano la riscoperta di queste belle vie del “settore alto”. Veniamo alla via, aggiungo solo qualche nota personale alla dettagliata relazione di Giuliof. L’orientazione aperta e solare permette la frequentazione in tutte le stagioni e la rugosità della roccia regala una confidenza d’eccezione, anche a dispetto della lichenatura residua, che comunque è limitata ai primi metri del primo tiro. I primi tre tiri (lunghezze fra i 35 ed i 40 m) sono molto gradevoli e abbastanza facili (fra il quarto ed il quinto grado inferiore), salvo il passo dello strapiombino al termine del secondo tiro, un po’ da studiare ma più agevole da fare in libera che da azzerare (la posizione dei due ravvicinatissimi spit non aiuta il secondo di cordata). Considerazioni a parte per l’ultimo tiro: vario e molto estetico (stupidamente ho dimenticato di fargli una foto dal basso), ma il muro con la fessura strapiombante è davvero cattivo, almeno per me. Non metto in discussione il grado, anche perché l’ho artificializzata integralmente, la fessura è ampia e sarebbe necessaria una buona padronanza della tecnica di incastro, altrimenti non resta che tirare tutto. Bello ed estetico il muro a tacchette sopra la lama, di nuovo duro lo strapiombino d’uscita, anche qui la chiodatura ravvicinata non aiuta ad azzerare, meglio corda più lasca ed uscita in libera (un po’ a sinistra). Il tiro è lungo (50 m), al termine si creano attriti notevoli, credo difficili da eliminare anche allungando le protezioni. Se si rinvia tutto servono 14 rinvii: a me ne mancavano tre, avrò anche fatto tirare meno le corde ma avrei preferito averli ;-((. Consigliabili le quattro doppie in discesa, si potrebbero unire le centrali con corde da 60, ma credo con qualche rischio di incastro.

Come sempre con Germana (grazie per la pazienza avuta nell’assicurazione dell’ultimo tiro) e grazie a Tito per le belle emozioni che ci continua a regalare nell’amata Albard.

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