Se appartenete all’eletta schiera che, come ampiamente spiegato nell’ultima Rivista del CAI, ha “come filo conduttore l’etica alpinistica del pericolo” questa via è la vostra: prendete un paio di rinvii (qui gli spit hanno finalmente la giusta distanza fra loro!) e non dimenticate la maglietta nera mod. Grunf con la scritta Memento Audere Semper. Se invece appartenete all’esecrabile ed esecrata generazione debosciata “della gestione del rischio e non della sua valorizzazione” che pretende al termine delle scalate di tornare a casa sulle proprie gambe, magari portatevi anche 5-6 friends per fessure 1-6 cm e tenete conto che su questa via è meglio saperli oiazzare o tanto vale andare slegati. In genere sulla via si passeggia ma ogni tanto un passaggino dà la sveglia. Per non perdersi, conviene dalle soste prima di partire scrutare dov’è lo spit del tiro, che aiuta a orientarsi.
Roccia sana (ma occhio agli scaglioni solo appoggiati) e panorama, quello sì, molto bello.