Grigna Meridionale, Torre Costanza – Via del Littorio

Grigna Meridionale, Torre Costanza – Via del Littorio
La gita
fabiusfrank
5 11/08/2024
Accesso stradale
Lasciare l'auto alle Foppe dopo i Resinelli e proseguire a piedi l'avvicinamento

Noi abbiamo lasciato l’auto alle Foppe e dal sentiero che sale verso il Rosalba abbiamo preso lo svincolo per il Torrione Costanza/Mongolfiera/punta Giulia nel canalone del diavolo.

Prima di continuare, mi sento già di sconsigliare questa scelta ai prossimi ripetitori. Meglio proseguire verso il Rosalba e a una certa tagliare per prati ripidi verso la vecchia teleferica prendendo il nuovo sentiero tracciato da Saverio de Toffol e Jorge Palacios per le vie della ovest del Costanza. È molto più sicuro, e seguendolo si raggiunge la forcella tra Costanza e Mongolfiera affrontando pericoli oggettivi decisamente ridotti, questo sempre in confronto alla salita del Canalone del Diavolo.

1° tiro: si sale su rocce abbastanza rotte e delicate obliquando a sinistra verso lo spigolo trovando sotto una spaccatura l’unico chiodo del tiro, di circa 90 anni, ma molto buono. Si risale la spaccatura abbastanza verticalmente, e la si protegge agevolmente con cordini su spuntoni uscendo su erboni verticali ai due fittoni si sosta. Direi che IV/IV+ ci può stare – circa 25/30m

2°tiro: si continua salendo brevissimamente a destra per spostarsi subito a sinistra abbastanza logicamente sulla verticale con breve traverso, incontrando il primo fittone su un tiro della via. Da lì dritti aggirando uno strapiombo a sinistra e uscendo ancora una volta su erboni (buoni, e abbastanza pestati, ma improteggibili) fino alla sosta sulla verticale. Personalmente l’ho trovato un bel tiro, e la roccia qui è già migliore rispetto al primo.

3°tiro: si comincia un lungo traverso ascendente verso destra, su roccia direi abbastanza delicata e non proprio buona integrando quando possibile su fessure. Si raggiunge un fittone appena dopo un tratto di traverso delicato per via della roccia. Da lì ancora in obliquo a destra e poi sinistra su facili erboni gradinati fino a prendere il camino creato dalla lamona enorme e staccata dalla parete. Il camino è facile fino a circa metà, dove si riesce a mettere un ultimo friend in una fessurina molto in basso a destra vicino a un masso incastrato sul fondo (che tra un po’ viene giù…), dopo risulta improteggibile e liscio e da risalire schiena al muro abbastanza faticosamente e fisicamente. L’abbiamo trovato leggermente umido nonostante la giornata fosse molto calda e dopo un periodo secco senza piogge. Qualche provvidenziale tacchetta a sinistra aiuta a venirne fuori. Direi IV+ all’inizio, poi III e ancora III+/IV+ il camino.

4°tiro: ed ecco che bisogna risalire l’evidentissima fessura strapiombante sulla parete gialla. Noi siamo passati in artif con una staffa. Abbiamo trovato quasi tutti i chiodi abbastanza buoni anche se alcuni veramente vecchi (ancora alcuni circa 90 anni). Di tanto in tanto abbiamo trovato i chiodi un poco più lontani e per progredire in artif qualche nut grosso o friend ha aiutato.

5°tiro: da lì si esce a sinistra in esposizione totale su muro di roccia molto bella nera e leggermente strapiombante. Primi passi abbastanza ostici e fisici, poi suggerisco di continuare circa un metro e mezzo a sinistra del primo evidente fittone seguendo una grossa fessura sopra una manigliona ottima, senza uscire subito a destra dove le difficoltà si farebbero subito maggiori. Si trovano procedendo in questa direzione alcuni chiodi. Continuando per fessure e con arrampicata abbastanza tecnica si procede in verticale e leggermente si obliqua a destra dove si trova un ultimo fittone e, circa una decina di metri sopra o forse un po’ meno, con un passo duro si esce dalle difficoltà su roccia da valutare, superando fisicamente uno svasone a lato di una fessura/buco grossa con un piccolo sasso incastrato al vertice. Da lì si obliqua un po’ a sinistra dove si trova una sosta che noi abbiamo utilizzato per spezzare il tirone evitando attriti. Tutto sommato è un tiro ben proteggibile. Non lo abbiamo però trovato facile e va protetto bene. Secondo me e un signor V+ di antica concezione, molto dolomitico e fisico. Un classico tiro Cassin direi. Credo di aver superato vari passetti di VI o poco più, tra cui l’ultimo passaggio prima di uscire dalle difficoltà. 30-35m direi

6°tiro: semplice e chiaro, III grado, si esce per percorso non obbligato in vetta trovando il fittone in direzione ovest con scritta arancione “discesa” da cui recuperare il secondo. Un 20-25m di tiro

Per la discesa si seguono gli evidenti bolli arancioni verso nord ovest. Dal fittone su menzionato si disarrampica assicurati con un mezzo barcaiolo per il canale molto esposto.
3 calate verticali da 25m, accorpabili a piacere, fino alla forcella tra Costanza e Mongolfiera dove si vede l’invitante e bel sentiero per le vie della ovest.

Per tracce si arriva ad un canale esposto dove ci siamo calati da una clessidra con una corda fissa attaccata per circa 60m fino al suo termine. Da lì fine delle difficoltà per bel sentiero tracciato ottimamente e si esce per prati ripidi sul sentiero dei Morti appena sotto il Rosalba.

Salita epica. Durata molto più di quanto avevamo preventivato. Ti lascia sempre sul chi va là, non è la solita Grignetta. Una via di tutto rispetto; completa e molto varia come promettevano le relazioni. Anche l’avvicinamento e la discesa non sono scontati. Ci vuole intuito e attenzione sempre.

Una bella domenica di avventura vera, in un ambiente severo e isolato. In alcuni momenti ci si sente davvero soli, minuscoli e schiacciati dall’ambiente maestoso che lì circonda nel confronto con la montagna.

Grazie al buon Ema che ha assecondato con entusiasmo questa mi voglia un po’ matta.
Come sempre Alè Gandüla de Varès

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