- Equipaggiamento
- MTB
Si tratta di un bellissimo anello in un angolo sperduto a due passi dai grandi centri urbani e a giudicare dalla quantità di camosci visti direi anche poco frequentato. Ho fatto qualche variante alla descrizione per avere e dare qualche informazione in più,
Salita come da relazione fino a circa metà sentiero dove una palina con freccia aggiunta giustamente a matita indica verso sin il Passo del Van. In breve (portage) con percorso ripido nella faggeta si giunge al Passo Prato della Colla. Da qui ho cercato invano il sentiero per il passo del Van ingannato dalla cartina Fraternali che indica il sentiero risalire il crestone (direzione del grande traliccio sopra le rupi)e poi traversare alto verso destra. Gira e rigira tornando indietro trovo il sentierino ben più in basso segnalato da tacche rosse che traversa verso la bastionata calcarea del Van oltrepassandola nel suo punto più basso per poi salire deciso all’omonimo passo (che è quotato 1761 e non 1816, altro errore della cartina…).Questo tratto l’ho affrontato a piedi perchè non è purtroppo ciclabile se non per brevissimi tratti che a mio avviso non giustificano il suo utilizzo. La prima parte sotto il colle è ripidissima e per lo più su sfasciumi, il traverso molto discontinuo con saliscendi e non si tratta di un vero sentiero ma di una traccia. Dal Passo Prato della colla è molto difficile individuarlo perchè all’inizio vi è solo una ripida distesa prativa e non vi sono segnali, occorre traversare in leggera salita finchè non si entra tra le piante e prima o poi si scorgono le tacche rosse.
Dal Passo P.della Colla per raggiungere il passo di Costabella ho seguito il sentiero che contorna la punta Balmarossa nel suo lato sud: il primo tratto fino ai tre tralicci in serie (che occorre tenere come riferimento) è abbastanza ostico e problematico (inizialmente occorre scendere lato Entracque,assolutamente N.C.) in alcuni punti anche a piedi si fatica, non vi è sentiero e quasi neanche tracce, ogni tanto si scorge una tacca rossa sui radi alberi ma occorre fare ben attenzione, arrivati al traliccio più basso dei tre si può salire in sella perchè comincia un sentiero inizialmente largo e in piano poi più stretto che con bel single trek porta con prevalenza di traversi e qualche tratto tecnico roccioso all’ultima selletta di fronte al passo di Costabella dove scompare di nuovo : qui conviene salire brevemente alla propria destra e raggiungere il sentierino di cresta che dalla punta di Balmarossa scende ciclabile al Passo sopra citato.
Considerazioni: se vi interessa solo la parte ciclistica fate il giro come qui descritto, se vi interessa anche il lato paesaggistico la salita al Passo del Van si trova in un ambiente veramente selvaggio, nella parte finale si è accerchiati da pareti calcaree imponenti e anche una serie di archi scavati nella roccia.
Il resto della discesa molto bello come da descrizione, il tratto più alto presenta passaggi tecnici di tutto rispetto che se superati in sella oltrepassano l’OC anche a causa dell’esposizione, oltre al tratto roccioso bellissimo subito dopo Punta Giaime vi sono alcuni metri belli tosti e ripidi ancora in cresta poi due /tre tornantini da effettuare in nose di cui uno su roccia abbastanza complicato perchè si nota all’ultimo, anche i traversi sovente in contropendenza non sono da sottovalutare perchè si nascondono insidie (rami, piccole frane, tratti rocciosi) che possono fare saltare di sotto!!(come mi è successo….).Dal colletto Lausa in giù puro relax e tornanti a gogò, molto bello.
Oggi ho trovato sul percorso molti rami e qualche pianta, tutto ciò che ho potuto l’ho spostato..
Neve e ghiaccio solo nel primo Km di strada dopo il ponte di Valdieri che obbligano a fare qualche pezzo a piedi, poi più nulla.