- Accesso stradale
- Primo weekend di apertura degli impianti, ma ancora molto parcheggio alla partenza della funivia.
Bella idea di Sandro Paschetto, che permette di fare una vietta alpinistica di soddisfazione (specie se abbinata all’uscita in vetta) a poca distanza dagli impianti di risalita (10 euro soci CAI), che riducono il dislivello totale (A/R) a meno di 500 m. Noi siamo saliti a tiri alterni, facendo sosta un po’ dove capitava (solo un paio di soste hanno due spit, per il resto ci si arrangia con dei cordoni – noi abbiamo usato i nostri cordini in kevlar): le scarpette non servono, anzi… l’alternanza di roccia, teppa e rododendri è perfetta per una salita in scarpe o scarponi. Il terreno è appunto alpinistico: passi di arrampicata alternati a peregrinazioni tra blocchi e placche appoggiate. Vale la pena salire sul Cournourin (noi ci siamo slegati all’uscita della via, ma volendo si trovano alcuni spit anche sulla cresta per la cima). La discesa dal Cournourin è ben segnalata con frequenti segni bianchi, ma noi siamo comunque riusciti a perdere la traccia e ravanare tra salici e rododendri…
Con Geniu, a scoprire qualche nuovo metro di val Germanasca!