Corno alle Scale Canale dei Bolognesi

Corno alle Scale Canale dei Bolognesi
La gita
davec77
4 21/02/2021
Accesso stradale
Strade pulite

Dopo tanti anni di giretti e allenamenti al Corno, alla fine ho fatto anche questa…
Viste le altissime temperature diurne, ma anche la notte prevista fresca e serena, oggi la tattica migliore era partire di notte (ore 03:45 dal Cavone) e attaccare alle prime luci.
Si sale al Passo del Vallone su buone tracce in neve non del tutto ben trasformata. Qui, dal poco che si vede al buio, sembra meglio salire un po’ sulla cresta dei Balzi dell’Ora verso il Corno e alla prima gobba nevosa buttarsi giù per pendii ripidi (all’inizio 50-55°) su neve accettabile; si intravede un netto canale che conviene seguire in discesa, finché a sinistra (faccia a monte), superate le fasce rocciose più ripide, non si intuisce la possibilità di traversare su neve abbastanza comodamente. Traversando in leggera discesa si supera un canale secondario, si traversa ancora e il canale successivo è quello dei Bolognesi.
La prima parte più appoggiata (ma comunque mai sotto i 45-50°) va salita in fretta se intanto sta albeggiando, perché è in pieno Est ed è subito a rischio scariche se la giornata è assolata; la parte alta più tecnica invece rimane quasi sempre all’ombra.
Stando sul bordo destro, fuori dalle rigole, si arriva così al primo salto, attualmente in AI e neve pressa, da passare prima sulla destra e poi verso sinistra (15 m a 70-75°, poche possibilità di sosta, al momento viti possibili solo a destra). Al di sopra il terreno si appoggia un po’ (55-60°) e si prosegue diritti, nel mio caso andando a sostare su roccette a destra, prima che inizi un altro tratto più ripido (sosta su 2 chiodi tolti, serve pazienza per trovare fessure accettabili, la roccia è in genere pessima).
Si prosegue in un canalino-goulotte ora più stretto e con saltini ripidi (usata una vite; un passo anche a 75-80°) fin sotto a rocce che obbligano a traversare a destra, qui molto in alto (almeno 3 m sopra) in piena parete si vede una vecchia sosta con 2 ch. e cordini, di fatto irraggiungibile a meno di innevamento davvero eccezionale. Ci si può proteggere però con un buon chiodo a lama nelle prime rocce che si incontrano (una delle rare fessurine buone). Si traversa quindi molto delicatamente 5-6 m a destra in orizzontale (75° e neve molto meno consistente, passo chiave) fino a prendere il canale finale (vite possibile alla fine del traverso). Si sale pochi metri in verticale e sulla sinistra si trovano 2 vecchi ch. (uno piantato a metà, l’altro migliore ma con cordino marcio) sui quali si può sostare (integrando con un altro ch.; in totale 25 m circa).
Da qui si segue il più ampio canale finale (ancora 60°) o con uscita diritta più ripida (possibili grandi cornici) o meglio leggermente a destra, sostando su fittoni fuori dalla parete (40 m), in vista della grande croce di vetta del Corno; attenzione che per raggiungerla servono almeno 70 m di corda dalla sosta precedente.
Discesa al Cavone in 40 minuti lungo le piste da sci (attualmente chiuse)!
Condizioni trovate: complessivamente buone, ormai in giro non c’è più molta neve ma nel canale si trova abbastanza AI e neve dura, al momento non ci sono passi su misto.
Salita in solitaria con autosicura sui due tiri finali! Grande soddisfazione… in vetta circa alle 10.

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