- Accesso stradale
- posteggio all'inizio del sentiero oppure nel piazzale dei camper
Bel sentiero rapido e con poco spostamento fino al Col Longet e zona dei laghi, oggi ovviamente presi d’assalto. Da qui in avanti non incontrerò più anima viva. In salita, per raggiungere il Lac du Loup (bellissimo e davvero fuori dalle rotte) sono passato dal Bivacco Olivero e poi ho girovagato un po’ per valloncelli e dossi fino a collegarmi alla traccia proveniente dal Lac Longet, perdendo un po’ di tempo probabilmente. Sentiero segnato fino al colletto sovrastante il lago dove si abbandona la pista per il Colle Salza, da qui in avanti non si troveranno più sentieri o tracce ma il cammino non sarà particolarmente disagevole a patto di essere abituati.
Seguendo l’immissario del lago in direzione della Pointe de Cornascle (si vede una anticima rocciosa da qui) sono salito a destra una valletta sospesa molto gradevole, con fondo prima erboso, poi di fini detriti e ciaplere, ed in breve ho raggiunto l’ampio colle. Da evitare invece il canalone diretto che porta ad un intaglio ad est rispetto al colle.
Discesa di poco più di 100 m sul versante opposto, non vale la pena cercare di traversare alti sulla pietraia per risparmiare quei 30/40 m di quota, meglio arrivare ad un ripiano erboso (verosimilmente pascolo di pecore, attualmente non sono ancora salite) e poi salire il pendio che punta al torrione in cresta. (unica roccia solida del circondario).
Dorsale finale molto semplice, eccetto un breve aggiramento di una roccia frastagliata sul versante ovest. Tutto semplice ma oggi il terriccio scistoso intriso della pioggia del giorno precedente si è rivelato estremamente scivoloso, gran fatica stare in piedi seppur non ci siano punti pericolosi.
Ritorno dal percorso dell’andata, la risalita di 130 m per il Col de Cornascle è rapida ed abbastanza indolore, nonostante una certa pendenza ed il fondo di detriti si sale bene (a patto di trovare i passaggi migliori).
Raggiunto il ruscello (l’Ubaye) proviente dal Lac de Salza, sono sceso dolcemente al Lac Longet e da qui rapidamente al colle, senza quindi più ripassare al bivacco.
Posto selvaggio e cima scarsamente frequentata, anche se con un certo stupore nel libricino di vetta ci sono diverse firme quasi tutte di italiani. Tanti camosci. Al momento si trova acqua con facilità (prestando attenzione a non prenderla dagli emissari dei numerosi laghi), ambiente verdeggiante e rigoglioso, che di questi tempi non è scontato. La pioggia del giorno precedente ha tolto un po’ di polvere dai sentieri.