Via eseguita con il compagno di cordata Gilberto.
Avvicinamento
Partenza dal Passo Croce. Si segue la marmifera sulla destra, superando una sbarra. Dopo circa 1,5 km, quando la strada curva e si intravede nuovamente il mare (poco prima di una galleria), si seguono le indicazioni blu sulla sinistra per il Canale del Pirosetto.
Proseguendo lungo i segni blu, si raggiunge la base del Secondo Torrione. Qui si abbandona la traccia principale svoltando a sinistra (la traccia principale proseguirebbe verso destra attraverso una pietraia). L’attacco della via è in corrispondenza di un diedro evidente poco sopra; sulla sinistra si nota un anello di cemento incassato nella roccia.
⚠️ Attenzione
Diverse fonti online riportano che le soste sono state sostituite con spit: non è più così. Solo la prima sosta è su spit, le altre sono su chiodi. È fortemente consigliato l’uso di rinvii lunghi per ridurre gli attriti, soprattutto dal terzo tiro in poi.
Relazione dei tiri
1° tiro (IV-, poi III)
Si sale nel diedro, proteggibile a friend sulla sinistra per i primi 5 m. Subito dopo, si trovano 3 chiodi sulla destra. Superato il diedro, si prosegue dritto fino alla sosta su spit da collegare su comoda cengia.
2° tiro (IV-, passo di V)
Dritti dalla sosta verso l’evidente diedro. In corrispondenza di un masso che ostruisce il passaggio, si sfrutta una lama sulla destra per spostarsi con i piedi a sinistra, uscendo così dal diedro (passaggio di V). Presenti 3 chiodi a destra, 2 a sinistra e uno spit sul passaggio chiave. Poi si prosegue verso un altro chiodo (IV-) e dritti fino alla sosta da allestire su 3 chiodi.
3° tiro (III, poi IV)
Dalla sosta si segue la cengia a sinistra per circa 7 m. In prossimità dello spigolo (secondo chiodo), si sale dritti (IV), con possibilità di proteggersi con friend a sinistra. Abbiamo preferito questa variante diretta rispetto a proseguire sulla cengia. La roccia è discreta, ma attenzione a sassi mobili. Si prosegue sempre verso sinistra fino a sosta comoda su chiodi.
4° tiro (III/IV-)
Probabilmente il tiro più bello della via. Si sale sullo spigolo con passaggi di III/IV- fino a una roccia spaccata, dove si trovano degli spit sulla sinistra. Consigliamo di ignorarli e proseguire sulla destra dello spigolo, fino a un risalto con sosta su due chiodi.
5° tiro (V o IV a seconda della variante)
Dalla sosta si può:
salire dritti sulla placca (V), con un vecchio chiodo
oppure percorrere una cengia 2 m a destra, dove c’è un chiodo grigio e salire (IV), per poi traversare nuovamente a sinistra
Si ignora un primo chiodo che crea attrito e si punta alla cengia a sinistra con chiodo. Poi si sale sempre dritti lungo lo spigolo (IV, roccia via via più rotta), per circa 15 m fino a una cengia con resti di spit tagliati.
Gilberto ha preferito concatenare 5° e 6° tiro, proseguendo fino a una selleta con sosta su due chiodi.
Uscita
Dalla selleta si sale ancora per 5 m (II), poi ci si può togliere le corde e mettere le scarpe da avvicinamento. Si prosegue in cresta, con facili passaggi di II, fino a intercettare il sentiero che proviene dal Canale del Pirosetto. In teoria è presente anche una sosta per affrontare questo tratto legati.
Considerazioni finali
Giornata magnifica sulle Apuane. Il Monte Corchia è la mia montagna del cuore: ci sono salito più di venti volte, ma mai avrei immaginato di salirci così.
Via super consigliata: arrampicata facile e divertente, con panorami stupendi.