Gita sbattone 2015 servita! Parto alle 7.30 dal parcheggio di San Giacomo con temperatura ideale (+7) leggero vento e terreno abbastanza fradicio per le piogge notturne, che in quota si sono trasformate in due dita di neve oltre i 2700 m. La prima parte di strada prima e dopo la ex palazzina di caccia consente diverse scorciatoie, che rapidamente portano a Pian del Rasur, dove gioco forza bisogna seguire la sterrata fino al ponte al termine del piano, dal quale si inizia la lenta e luuuunga salita al Rifugio Pagarì. Il sentiero è stupendo, ma con pendenza molto moderata e infiniti tornanti; fin sotto al passo del Muraion è quasi impossibile seguire delle scorciatoie perché il terreno non lo consente. Nella seconda metà del percorso dopo il Gias del Muraion invece ho bypassato praticamente tutti i tornanti salendo in linea verticale seguendo qualche vaga traccia su terreno erboso e rododendroso. Così facendo mi sono risparmiato qualche km che data la lunghezza della gita non fa schifo. Arrivato al Pagarì vento forte e freddo così ho subito continuato in direzione del Passo Pagarì, incontrando i primi residui nevosi della notte, che in vista del passo sono diventati un manto continuo, insidioso perché talvolta le rocce erano ghiacciate. Dal passo si scende di 120-130 m di dislivello, qui sole e calma di vento. Il punto in cui lasciare il sentiero che scende al Rifugio Nizza è ben evidente, è il primo piccolo ripiano che si incontra, numerosi ometti sulla sinistra indicano la deviazione. L’attraversamento della pietraia in direazione del Clapier non presenta problemi ma è un po’ caotico anche perché ci sono ometti ovunque; conviene seguire quelli più sulla sinistra aggirando alcuni promontori rocciosi. Arrivato alla base del pendio del Clapier la traccia torna evidente, oggi un po’ difficoltosa per la neve che in corrispondenza dei due canalini rocciosi da salire (facilissimi con terreno asciutto) aveva creato una patina di verglas che ha richiesto un minimo di attenzione. Parte superiore della pietraia invece senza problemi, seppur con la necessaria attenzione a non mettere i piedi sul ghiaccio nascosto. Arrivo in cima dopo 4h30’ (pensavo peggio) con panorama eccezionale- gran vista sul mare- e assenza di vento.
Discesa con cautela nelle zone ghiacciate, anche se gran parte della neve stava sparendo rapidamente, fino a riprendere la salita verso il Passo Pagarì. Ritengo ci sia anche una traccia più alta che taglia le pendici della Cima Pagarì (visto ometti) ed evita di perdere dislivello, ma non mi sono fidato (molti stambecchi in zona). Risalita comunque abbastanza veloce, e preso lo slancio ho proseguito per il centinaio di metri che dal Passo Pagarì mi hanno portato sulla simpatica e panoramica Cima Pagarì. Da qui in poi è solo discesa, neve praticamente sparita prima del Rifugio, e poi dritto per dritto senza quasi mai toccare il sentiero, salvo gli attraversamenti dei tornanti. Così facendo si salvano i piedi…ma non le ginocchia…a voi la scelta! Fino al Passo del Muraion ero ancora in condizioni decenti, da lì in poi solo inerzia che mi ha riportato all’auto.
In giornata è sicuramente lunga, ma anche appagante e di gran soddisfazione. Oggi la neve ha dato un tocco in più alla salita, che comunque non risulta mai noiosa, anche la parte iniziale del vallone offre bellissimi scorci panoramici. Per fare un paragone con il Monte Matto (analogo come lunghezza e dislivello) la salita al Clapier mi è sembrata meno lunga, i tratti di sentiero camminabile sono molto più lunghi e non ci sono tratti davvero noiosi.Oggi in cima una ventina di persone, maggior parte francesi e 5 italiani. La zona di Entracque non mi aveva mai attirato particolarmente, oggi mi sono dovuto ricredere, bellissima!