SALITA:
Giunti alla base della parete si sale su neve gessòsa da tracciare (fino al polpaccio) che però, alternandoci, permette una progressione rapida. Dopo 200 metri circa (45°) la neve cambia e diviene dura perfetta. Togliamo il secondo attrezzo (50°) e via verso il passaggio chiave: il famoso canalino. Sosta su picche e partiamo col primo tiro. Vista l’uscita non proprio “safe” a causa della neve dopo il muretto di ghiaccio, deviamo completamente a sinistra (come abbondantemente visionato dal rifugio) e ci troviamo, dopo un tratto a 60° su neve perfetta a fare una sosta su ghiaccio. Da lì tre filate dritte (50°) verso la calotta sommitale su neve durissima e con protezioni su ghiaccio scavando in 30 cm di neve compatta. Giunti in vetta però rimarremo delusi dalla nebbia più totale che non ci abbandonerà se non all’inizio delle doppie.
DISCESA:
una foto scattata dal Granpa ci aiuta ad orientarci nella nebbia (http://www.dicimaincima.it/images/lorenzo/2007-05-13-NordCiarforon/discesa.jpg).
guardando la foto segnalata, si scende a sinistra della cima. Giunti alle roccette, si taglia verso destra tenendosi sopra la lingua di rocce. Finite le rocce si scende e ci si sposta verso sinista fino a prendere la cresta EST (via normale). Da qui con un po’ di fortuna si trova il primo cordino azzurro nuovo (risalite circa di 30m, lo trovate in un canalino, incastrato tra rocce). Da qui 4/5 doppie fetide, su cordini datati. Dopo l’ultimo tiro si atterra su pendio nevoso, TENERSI A SINISTRA (guardando la parete) e andare verso la cresta EST!!! Qui trovate altre 3 calate sicure (la prima su cordino in kevlar, le altre su spit). Oppure scendete per il pendio nevoso, 50°.
Si può anche scegliere di cercare gli spit sulla cresta EST (più esposto).
Bella gita, in compagnia del Franz che ha tirato superbamente!
Peccato per la nebbia che ha reso la discesa molto insidiosa.