Ciamarella (Uja di) Cresta est in traversata da Balme

Ciamarella (Uja di) Cresta est in traversata da Balme
La gita
giacca
13/04/2014
Accesso stradale
ok fino al pattinaggio di Balme
Osservazioni
Nessuno
Quota neve m
1500
Equipaggiamento
Scialpinistica

Dopo aver portato un’auto a Forno, saliti a Balme.
La strada per il Piano è ancora chiusa, gli sci si calzano subito, l’innevamento della strada che percorre il lato destro orografico per salire al Piano è ancora ben innevata. Saliti al Gastaldi dal canale d’Arnas, non imaballato ma ben percorribile e sicuro anche nel pomeriggio (canale delle Capre anch’esso ben innevato).
Soggiorno al rifugio da re, ottima accoglienza, cibo e pernottamento.
Sveglia alle 6.30 circa e dopo la solita sbirciata fuori dalla finestra ce la siamo presa con calma, perchè il cielo era molto coperto e il miglioramento era previsto solo per le h 12.
Fortunatamente a quella quota il rigielo c’è stato e velociamente siamo a Pian Gias, da li con comodo ci siamo diretti sotto la parete ovest della Ciama, innevamento scarso per il periodo con molte pietre affioranti, rispetto ai primi di maggio dell’anno scorso tutta un’altra musica, comunque la neve è ancora più che sufficiente.
Salita della parete ovest con ramponi su una crosta da rigelo che a piedi sfonda e nasconde una trentina di centimetri di zucchero che poggiano direttamente sulle pietre, pendio comunque che sarebbe sciabile una volta calzati gli sci. Le nebbie intanto hanno iniziato ad aprirsi e gli sprazi di sereno sono sempre più frequenti.
Una volta in vetta non ci sono più dubbi, verso Sea è tutto sereno e la visibilità in cresta è buona.
Primo tratto in piano su cremina leggermente mollata, poi dove spiana e la cresta si ricongiunge alla calotta della nord ghiaccio, quindi ramponi, che avremmo dovuto comunque calzare per risalire. Dopo la prima risalita la cresta diventa stretta e a tratti rocciosa, necessaria breve disarrampicata, che a differenza delle apparenze è semplice e ben ammanigliata (se non fosse stato per Sborder io sarei tornato indietro). Finalmente dopo l’ultima risalita al Pan di Zucchero possiamo definitivamente calzare gli sci e goderci la neve. Primi 200 metri neve compressa dal vento bella liscia e con ottimo grip, poi farina zuccherosa nella clessidra, oltre il pendio prende più sole quindi farina densa con una leggera crosticina, un po’ faticosa ma sciabile. Oltre, scegliendo i pendii più in ombra ancora farina compressa divertente. Una volta arrivati sul fondo del vallone, dove il sole lavora di più firn fin sotto al bivacco. Poi nuovamente farina umida portandosi in ombra sotto le pareti dell’Albaron di Sea.
Passo di Napoleone percorribile sci ai piedi rimanendo nel letto del torrente, da lì in giù lunghissimo traverso fino a quota 1.500. In questa parte a causa del mancato rigelo io con gli sci a volte ho dovuto spingere, ma niente di sconvolgente, mendre Sborder con la tavola si è dovuto impegnare di più…
Da 1.500 mt sci nello zaino e in mezz’oretta siamo arrivati a Forno.
Chi è alla ricerca delle pendenze rimarrà deluso, ma la gita si svolge in ambiente super, con il pepe alpinistico che rende tutto più saporito.
Doveroso grazie a Giorgio per la cumpa e la decisione nel tratto di disarrampicata che mi aveva scoraggiato.

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