Partiti per salire sulla Praghetta, a causa di un cartello d’indicazione nascosto ben oltre il bivio che avrebbe dovuto segnalare, ci siamo incamminati su un sentiero sbagliato ed abbiamo raggiunto l’impianto di sbarramento AEM del rio Alpuggio. Lasciata l’auto nella piccola piazza di Valsoani, vicino alla fontana, abbiamo seguito il sentiero GTA fino all’altezza delle baite Mesonette dove, anziché svoltare per la Praghetta, abbiamo piegare a sinistra attraversando il rio ed iniziando a salire nel bosco su bel sentiero che con molte giravolte giunge al rio Alpuggio; attraversatolo in “stile Tarzan” con l’aiuto degli alberi, abbiamo continuato a seguire le tacche rosse di vernice mentre in realtà quelle che conducono alla Praghetta sono le biancorosse della GTA. Siamo quindi giunti alle baite dei Gessi da dove, seguendo tracce molto confuse fra erbe alte e qualche betulla, si superano una serie di dossi erbosi fino alla baita della Balma, a quota 1861 metri. Sempre seguendo tacche rosse e tracce della traccia, ci siamo diretti verso il Alpuggio, guadandolo con qualche difficoltà per la corrente forte e la molta acqua presente. Abbiamo quindi risalito il pendio opposto fino agli impianti Aem di sbarramento acque sul rio Alpuggio, su terreno impervio e a tratti scivoloso, con erba molto alta e gran calpestio di rododendri. Dopo lo sbarramento AEM, a quota 1920 circa, spariscono sia le tracce che ogni tacca rossa. Abbiamo provato a salire ancora lungo il pendio erboso costellato di rododendri ma senza trovare una possibile via e decidendo di conseguenza che la gita, per oggi, finiva lì. Nel frattempo il cielo ha incominciato a coprirsi, con l’afflusso di nuvole dalla Valle dell’Orco, spegnendo ogni eventuale velleità di salire ancora verso la Cialma Linsor. Particolarmente impegnativa la discesa del tratto percorso in esplorazione, con buchi insidiosi nascosti da erba alta e scivolosa. La discesa è quindi proseguita per la stessa via di salita. Con Bruno, Anna, Laura e Barbara.