- Accesso stradale
- Meglio con le termiche, attenzione ad un cavo della luce caduto prima di frazione Gavie
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Polverosa
- Quota neve (m)
- 1200
Strada pulita dallo spartineve, partenza in modalità setta religiosa: alle 7.30 eravamo già a Locana, parcheggio della Cialma conquistato tra i primissimi, con quell’aria da “noi prima degli altri, quindi abbiamo ragione”.
In salita la provvidenza ci ha mandato un giovane, volenteroso e ignaro battitore di traccia.
Noi, mossi da profondo senso civico, decidiamo unanimemente di non disturbarlo: tutti dietro, zitti, a distanza di sicurezza, parassitismo alpino allo stato puro misto a gratitudine eterna.
Neve? Un’esagerazione, talmente tanta che non ce l’aspettavamo.
In discesa la festa continua: fino al ginocchio, sci che frenano, curve che non girano e stile libero tra il “controllato” e il “sopravvivenza”.
Una Cialma così carica non si vedeva da anni: forse oggi un filo troppo, ma se nei prossimi giorni rimane qualcosa di non tritato, sarà da poesia.
Finalmente il sognatore canavesano, dopo giorni passati a fissare i bollettini come un broker di Wall Street, è tornato a giocare nel parco giochi di casa: il Canavese.
Obiettivo della missione: Punta Cia, la superclassica che fai anche solo per ricordarti che sei vivo.
Nessun dramma però: domani c’è il boccone del re, la Quinzeina, e quindi si guarda avanti con fiducia, sci già pronti e un “te l’avevo detto che andavo anche domani?” che sa di estorsione emotiva per la famiglia.
Menzione specialissima per Bizio, detto anche il cinghiale dello scialpinismo: in discesa spinge talmente forte che decide di rompere uno scarpone, perché quando la linea è aggressiva anche l’attrezzatura deve adeguarsi.
Un gesto tecnico inutile, ma di grande personalità.
Morale della favola:
Canavese 1 – Sciatori 0.
E domani si torna a combattere. 💥❄️⛷️