Cialma (la) o Punta Cia da Carello

Cialma (la) o Punta Cia da Carello
La gita
Accesso stradale
Strada pulita
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Polverosa pesante
Neve (parte inferiore gita)
Bagnata
Quota neve m
1400
Equipaggiamento
Scialpinistica

Partenza ore 8:15. Atmosfera da film horror: nebbia fitta che pareva essere dentro un bicchiere di latte. E la neve? Beh, sorpresa: in basso aveva piovuto, quindi niente polvere da sogno, solo un po’ di zucchero a velo stitico. Per fortuna, da metà in su la situazione migliorava e l’entusiasmo cresceva assieme alla visibilità.
Alle 09:30, vetta conquistata! Se ci fosse la tessera punti di Punta Cia, avrei già vinto una baita.
Discesa divisa in due atti:
1. Prima metà: sciata godibile, quasi da poster motivazionale.
2. Seconda metà: tragedia in tre atti. Dall’ultimo skilift in giù, la neve si trasforma in Vinavil bello denso: ogni curva un freno a mano, ogni metro guadagnato un piccolo miracolo.

Punta Cia – Il posto più bello che ci sia (anche quando la neve sembra Vinavil)
Dopo la nevicata di ieri, il sognatore canavesano che è in me non ha resistito: sci ai piedi e via verso Punta Cia – che ormai conosco meglio del salotto di casa. Seconda volta dell’anno, centomillesima in assoluto (e non è un numero a caso).
Ma alla fine, anche quando la neve fa i capricci, una giornata a Punta Cia resta sempre il top. Perché, diciamocelo: è il posto più bello che ci sia!

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