Note per l’avvicinamento.
arrivati al secondo guado, c’è un ometto (2 sassi) che vorrebbe indicare di salire un vago sperone erboso tra i 2 rami del torrente e poi traversare a sx a mezzacosta ( per arrivare ad un altro ometto, più grosso, ed altro guado): non l’ho visto ed ho tirato su dritto ravanando disperato verso la base della parete: non il massimo. poi scendendo si è visto il percorso originale che forse è anche peggio. magari in primavera però la vegetazione ostacola meno. certo oggi è molto più difficile (e pericoloso…) arrivare alla base che fare la via. pedule utilissime.
la via è abbondantemente chiodata, un gran lavoro, va detto. la roccia però non è il massimo secondo me: sporca e fragile qua e là. verso metà poi c’è un pilastrino davvero sospetto.
per scendere una doppia da 60 mt esatti porta poco sopra gli zaini, mentre con una da 25 occorre poi ancora ravanare…
via molto poco frequentata.