Chiggiato Dino e Giovanni (Rifugio) dalla Val Vessena

Chiggiato Dino e Giovanni (Rifugio) dalla Val Vessena
La gita
lancillotto
3 11/09/2016
Accesso stradale
strada Val Vedessana con tratti stretti e molto dissestata

partita per andare al rif. Baion e alla omonima forcella, trovo il seniero di salita distrutto per disbosco e costruzione di nuova sterrata….impassabile. Ritornata sui miei passi, salgo al rifugio Chiggiato che non visitavo da tempo.
Questa escursione si può dividere in 2 parti: la parte bassa e intermedia decisamente noiosa in bosco molto umido e senza alcuna visibilità: ** al massimo. La parte terminale, praticamente l’ultima mezzora , con bellissimi scorci sulle Marmarole, gruppo tra i più isolati del Cadore servito solo da bivacchi e itinerari di notevole impegno: **** per questa parte. Nel ritorno, percorro la variante fino a Casera Aieron aggiungendo un pò di dislivello, circa 150 metri, scoprendo così un luogo “d’antan” nel turisticissimo Cadore. Dalla casera, chiusa ma pascolata con mucche giovani, una bella fontana, si diparte un sentiero di collegamento con il rifugio Baion, più semplice di quello classico in quota che ha dei tratti attrezzati. Non ci sono indicazioni, ma bolli rossi sbiaditi ma continui. Giornata afosa con molta foschia e pioggerella alle 14.

Mi ero preparata ad altra escursione e sinceramente mi è spiaciuto non poterla fare. Ho visto poi solo al ritorno che c’era la possibilità di raggiungere il rifugio da Casera Aieron, ma ormai incombeva il temporale. Accogliente il rifugio Chiggiato, in posizione straordinaria (non lo ricordavo così). Il cagnolone del gestore, un grosso e dolcissimo labrador, è specializzato in furti di cibarie: in un attimo mi ha rubato il formaggio (almeno 3 etti…) e se lo è pappato! Per fortuna il gestore è stato comprensivo e me ne ha dato un altro pezzo.
in solitaria

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