Chersogno (Monte) da Campiglione per il Colle di Chiosso

Chersogno (Monte) da Campiglione per il Colle di Chiosso
La gita
cristiancasto
5 06/06/2026
Accesso stradale
Perfetto
Traccia GPX

Bellissima e spettacolare prima salita sul Chersogno. Peccato per la nebbia che l’ha coperta per quasi tutta la durata dell’escursione, ma non vederla dal basso mi ha forse fatto percepire meno il tanto dislivello da percorrere.
Ho parcheggiato nello spiazzo prima di Campiglione, dove inizia la sterrata per Chiosso Inferiore (vietata ai non autorizzati). La prima parte su stradina fino a Chiotti Inferiore è un po’ noiosa; la scorciatoia sui prati per Chiotti Superiore indicata sulle mappe a giugno è impraticabile per la vegetazione alta.
Ho quindi allungato sulla sterrata principale fino a Chiotti Superiore, sfruttando due ottime fontane (molto artistica la prima) per fare rifornimento d’acqua.
Da qui inizia il sentiero escursionistico vero e proprio: si inizia a salire per i prati, si attraversa un bel ponticello e si giunge a uno spettacolare pianoro.
Raggiunto un bivio, ho evitato facilmente alcuni residui di neve fuori sentiero e sono salito a sinistra per ripidi tornantini (fatto la sterrata a destra al ritorno) fino al Colle di Chiosso, dove ho fatto una breve pausa pranzo.
Da lì il sentiero a sinistra verso il Chersogno è completamente pulito e con altri ripidi tornanti mi ha condotto a un secondo pianoro, dove il cielo si è aperto mostrando il Chersogno in tutta la sua maestosità.
A quel punto è iniziato il tratto più difficile. Ho attraversato un nevaio ancora bello grande (30-40cm di profondità in certi punti) ma portante e tracciato, seguito dalla salita per il Passo di Chersogno, veramente scivolosa: il pietrisco di fondo era inzuppato d’acqua e si rischiava di scivolare e muovere detriti su chi saliva da sotto.
Arrivato al passo il terreno era asciutto e ho raggiunto la vetta in molto meno dei 25 minuti indicati.
Panorama mozzafiato nonostante le nuvole: vista aperta sulla Val Varaita e la Rocca Marchisa, mentre la Val Maira era purtroppo coperta.
La discesa è stata invece facile e veloce, si fa quasi “surfando” il pendio detritico sotto il passo; ho dovuto solo prestare leggera attenzione sul traverso sul nevaio in discesa, per poi proseguire comodamente sfruttando alcune varianti su sterrata e rientrare al parcheggio.

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