- Accesso stradale
- Nessun problema
Ci sono ancora vette che sono rimaste come le hanno trovate i primi salitori, questa ne è l’esempio, offrono spunti per piacevoli avventure lontano dalle più gettonate mete.
Oggi con Mirko siamo venuti a curiosare, abbiamo perso un po’ di tempo a cercare una via relativamente sicura per salire in cresta dall’ormai estinto ghiacciaio, abbiamo cercato di passare dove salgono gli animali, ma quelli ci bombardavano con scariche di proiettili e quando se ne sono andati dopo pochi metri ci siamo arresi su delle placche molto sporche e poco proteggibili. Il secondo canale un pelo troppo ostico, poi alla fine della parete abbiamo trovato roccia migliore e con qualche passo di III° abbiamo salito la paretina di 30 metri e poi sfasciumi sino in cresta. La cresta si è rilevata carina, roccia solida e facilmente proteggibile, molto rilassante. La torre finale invece ci ha fatto sudare un pochino, l’abbiamo affrontata a circa 5/6 metri a sinistra dello spigolo, dove la roccia ci pareva migliore. Sono circa 30 metri di parete verticale, l’abbiamo spezzata in due tiri. Primo tiro con passi di IV su ottime prese, da saggiare tutte prima di tirare, possibilità di protezione con friends e cordini. Secondo tiro seguendo un camino, in uscita un passo in aderenza con poche prese V° per poi uscire in cresta e facilmente in vetta. In discesa abbiamo attrezzato una doppia (30 metri) leggermente a destra (sud) dalla linea di salita e poi dopo aver ripercorso a ritroso la cresta Nord-Est siamo ridiscesi nel canale detritico sino sopra la paretina di salita, altra doppia da 30 metri che ci deposita alla base fuori dalle difficoltà. Noi siamo saliti in bici da Porliod sino sopra al rifugio Magià. Volevamo salire anche la punta sud ma ci è mancato il tempo, sarà per la prossima.