Charrà (Punta) da Pian del Colle per il Sentiero degli Alpini INAGIBILE

Charrà (Punta) da Pian del Colle per il Sentiero degli Alpini INAGIBILE
La gita
pedrito
1 03/08/2025
Accesso stradale
Salito in seggiovia da Melezet Chesal; Selleta Mulattera e passo della Mulattera

Molto incuriosito dal commento del precedente Gulliveriano sono andato a “metterci il naso”, avendo già salita la punta nel 2015 e nel 2017 (mi sono accorto solo adesso di non averla mai commentata ma appartiene a quel numero di diverse gite che non avevo relazionato per tempo…) e quindi è una salita che conosco bene… confermo tutto:

1. Lasciate perdere i commenti precedenti la situazione della montagna è completamente cambiata nelle mie precedenti salite infatti bastava un casco e addirittura un bastoncino e la si percorreva con relativa tranquillità con attenzione in alcuni punti dove si mettevano le mani o si potevano utilizzare per eventuale sicura le vecchie catene ancora buone… adesso ipotizzo per le numerose “bombe di acqua” e cambiamenti climatici la roccia in molti punti è strettamente fratturata e c’è molto più pietrisco quasi ovunque.
2. A parte, tendo precisare che è un sentiero attrezzato (come in passato) e non è una vera ferrata, poiché questa è solo la sua denominazione “storica”: attualmente è inagibile causa almeno di una 20 poco meno di golfari saltati in punti critici (poca roccia da “attaccarsi” e sfasciumosa) e ghiaino in abbondanza presente con passaggi in discreta esposizione (mai esagerata) ma che cmq. non mettano al riparo da un possibile incidente…
3. Il Cavo di acciaio lasco è pericoloso, perché intralcia la progressione e bisogna scavalcarlo rischiando più volte di rimanere impigliati con lo zaino o con le gambe…
4. Il primo tratto fino al canalone, che quello più suggestivo seppur più stretto di un tempo in alcuni punti il cavo a parte all’inizio (ma qua è poco utile) è ancora in condizioni, poiché protetto dalle scariche dalle rocce soprastanti che sono a tetto.
5. Il canale, che storicamente è sempre stato il punto delicato anche per le scariche che spesso provengono dai camosci stanziali sulla montagna, vi è attualmente presente uno spezzone di corda (vecchia) ma non usurata ancorata alla “belle e meglio” a un roccone, che per ora tiene… (valutare bene) e aiuta in un tratto l’attraversamento di un tratto di terra dura e ghiaino che non da appoggi al piede, poi dopo la corda prosegue, ma il terreno migliora: il canale è poco pendente ma una scivolata data la natura del terreno non consente molta possibilità di fermarsi…
6. Il punto più critico l’ho trovato prima del passo della Sanità in alcuni tratti ma soprattutto quando la traccia e la pendenza diminuiscono su una roccia aggettante dopo delle placche appoggiate (passaggio obbligato) dove il cavo è presente, ma è lasco e ti fa dondolare e pertanto non si possono appoggiare bene i piedi su una cengetta di buona roccia, ma bidogna appendersi appoggiando i piedi su ghiaino e terra dura (instabile) e praticamente tirarsi su e calarsi di forza, passo difficilmente aggirabile se non si vuole infilare su per terreno completamente instabile…. Qua l’esposizione e relativamente bassa, ma vi è il rischio di farsi male…
7. Dal Passo della Sanità nulla di nuovo da segnalare di nuovo ci si può divertire salendo sul filo e finalmente arrampicando su grado facile o a piacere utilizzando la traccia a lato (come era in passato…)
8. Grado complessivo di difficoltà attuale, a mio modesto avviso, F/F+ su terreno detritico tipo Oronaye o Brec de Chambeyron per intendersi (certamente queste sono montagne molto più impegnative, per difficoltà tecniche ed esposizione) fondamentale (come sempre) il casco, guanti, utile una dasy-chain, con imbrago, il set da ferrata, per me, non consente di accorciare sul cavo lasco e allunga il penzolamento…, bastoncino da infilare nel ghiaino come picca in alcuni tratti, per chi è avvezzo a questo tipo di terreni… può bastare (io l’ho percorsa così: solo casco e bastoncino in alcuni tratti e basta e sono tecnicamente “scarso”…); tuttavia mi sento di consigliare anche io come il precedente salitore un cordino da 30 mt (tipo gemellina), qualche rinvio e fettuccia per far sicurezza almeno fino al Passo di Sanità e quindi in compagnia…
Ovviamente entro oggi avvertirò il comune di Oulx, il Soccorso Alpino, e le guide dell’Alta di Val Susa almeno di affiggere un cartello (in più lingue), all’inizio che avverta che la ferrata non è in condizioni, in modo da evitare situazioni di pericolo e ancor più incidenti.

Abbiate pazienza ma ho fatto pochissime foto e poco significative, perché non ho videocamera e solo il cellulare e nei passaggi delicati ero più concentrato su quello che facevo, più che sulla documentazione…
In definitiva il posto è sempre splendido e la salita in queste condizioni (a patto di esserne oggettivamente consci) è sempre spettacolare, ed è fattibile con le dovute cautele del caso… soprattutto in una giornata come questa con meteo stabile spettacolare vento teso e non fastidioso e temperature fresche. Un saluto ai simpatici bike cuneesi incontrati alla casermetta. Salito con la seggiovia di Chesal-Selletta, galleria, Passo della Mulattera: per me itinerario più ecologico e panoramico: consigliato.

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