Charmantagne (Pic de) – Arete des Amis

Charmantagne (Pic de) – Arete des Amis
La gita
bivaccandre
3 12/07/2026
Accesso stradale
Strada chiusa dal parcheggio di Ru (tratto successivo in buone condizioni, ma vietato)

Gita lunga in ottimo ambiente. Ieri in tre cordate, trovando il grado a nostro parere più impegnativo di quanto riportato (non così ideale per neofiti come invece suggerito).
Percorsa per circa due terzi, poi calati lungo un canalone detritico e scesi per pietraia.

Il nostro itinerario: la cresta è la più a sinistra di quelle visibili dall’alpe chardonney (attenzione, ad oggi su planetmountain.com le foto di arete des amis e trekkinella sono invertite); abbiamo attaccato poco oltre la base dello sperone, sulla dx in corrispondenza di un piccolo canalino erboso, saltando così un primo bastione (nessun cordone trovato). Si sale inizialmente una breve rampa di placche inclinate verso sn, spostandosi leggermente più a sn per affrontare un breve risalto fisico (singolo movimento IV+), per poi traversare nuovamente verso dx, trovandosi così al di sopra del punto di partenza. (Singola sezione più impegnativa aggirabile girando ancora più a sn). Segue placca appoggiata più facile, che si può percorrere sul filo o appena alla sua dx, fino a giungere ad un risalto rossastro di roccia compatta. Questo si può passare a sn (apparentemente più facile, esposto) o affrontare dritto con qualche passo su ottima placca manigliata. (nota: a questo punto sulla dx parte una cengia erbosa ascendente che collega direttamente alla sezione successiva di cresta*; utile se siete in ritardo). Superato il risalto si prosegue in verticale su ottima roccia, tenendosi a sn fino a giungere al filo di cresta; questo si percorre traversando verso dx su lame di roccia ottima, che regalano sensazioni di quote ben più alte. Poco prima del suo termine, scendere a sn in un piccolo intaglio che conduce su comoda piazzola erbosa (a cui si arriva anche dalla cengia già citata*).
Segue altra sezione di facile placca appoggiata (cordone in loco), poi sezione orizzontale con traverso verso dx e nuova placca appoggiata. Questa si percorre mantenendosi sempre verso il suo margine sn, traversando prima del suo termine al di sotto dell’evidente parete rossa che si continua nel diedro nero (già ben visibili dalla base della parete). Rispetto alla base del diedro, è possibile traversare circa 10m più in basso seguendo un’approssimativa cengetta camminabile, oppure scalando ancora qualche metro si traversa poi su placca facile ma scarsamente proteggibile. Ci si porta quindi alla base del grosso diedro, a cui si giunge superando un grosso masso (chiodo con cordone nell’intaglio alla base del diedro). Fino a qui roccia sempre da verificare, ma nel complesso molto buona/ottima.
Il diedro-camino rappresenta senza dubbio la sezione più impegnativa e soddisfacente della via, ma con difficoltà a nostro parere ben al di sopra del IV grado dichiarato (vedi foto). Presenta sul fondo due lunghe fessure verticali che conducono all’uscita (a sn apparentemente più facile, ma richiede friend di misure più grandi per essere scalata in sicurezza), a dx più verticale; in alternativa è possibile scalare una breve sezione fessurata sulla parete sn (atletico, ben proteggibile, V ?) uscendo sulla parete dello spigolo, che diventa da lì un po’ più facile, per poi proseguire traversando leggermente a dx fin sopra il diedro (masso con cordone).
Vista la difficoltà del passaggio, abbiamo comunque scelto di aggirarlo del tutto; dopo una breve calata sul chiodo, abbiamo quindi scalato le placche a dx del diedro-camino (facili, scarsamente proteggibili), proseguendo senza percorso obbligato in leggero traverso verso dx per rocce rotte e cengette erbose che si ricongiungono al filo di cresta ed al percorso originale. Si prosegue ancora lungo il filo o tenendosi poco al di sotto sulla dx; si giunge ad un breve risalto a cui segue un breve e divertente muretto più verticale (più facile lungo il filo di cresta a sn, ma roccia piuttosto friabile, socnsigliato); superato questo si incontra una serie di gendarmi verticali, che si possono passare dritti con brevi saliscendi, o aggirare decisamente sul lato sn, fino a giungere ad una nuova piazzola pianeggiante.
Da qui si può proseguire poco a sn del filo, su roccia detritica (sconsigliato) oppure decisamente più a sn su cengia erbosa ascendente che taglia una lunga serie di pinnacoli. Il termine della cresta e la giunzione con la vicina trekkinella restano comunque ancora lontani. Vista l’ora, abbiamo quindi allestito una calata nel sottostante canale erboso per tornare alla base tramite pietraia.

Nel complesso assolutamente consigliata per l’ambiente maestoso e l’itinerario di stampo classico tutto da ricercare a proprio piacimento, ma occorre più del grado dichiarato se come noi avete piacere di tornare in tempo per gustarvi un’ottima seupa giù in valle.

Con Andrea, Chiara, Elia, Gabri, Jaco, Sophie

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