Durante gli innumerevoli passaggi negli anni in zona Bessan, non ve n’è stato uno senza aver rivolto lo sguardo verso questo colosso, desiderandolo e temendolo allo stesso tempo. Oggi in vetta con tini e Gabriele ho colmato una lacuna sulla cartina evidenziando il nome Charbonnel. Sulla relazione e dalle voci di salitori si evidenzia la poca difficoltà se non il notevole dislivello, questo a mio avviso è valido in condizioni di innevamento del ghiacciaio, cosa che ci aspettavamo. Invece di neve neanche l’ombra, solo ed esclusivamente ghiaccio percui la progressione non si limita solo ad una semplice camminata se pur su pendenze non proprio basse, specialmente dalla terminale in vetta. Tanto che in questo tratto avendo una sola picozza a testa, abbiamo dovuto eseguire alcuni tiri con corda da 30mt. sia in salita che in discesa quindi indispensabili alcune viti che saggiamente avevamo. Una caduta quì, senza assicurazione, sarebbe devastante con le attuali condizioni di ghiaccio vivo e tagliente! Meteo stratosferico che ci ha permesso di bivaccare al “Grand Hotel Charbonnel” confortevolmente sotto una stellata indescrivibile. Penso che questo sia il modo migliore per salire a questa montagna mitigando i 2000mt. di disl. che sicuramente è il fattore primo a scoraggiare molti pretendenti.