Giorno primo: attrezzato 5 lunghezze poi ritirati cause maggiori.
Zaini molto pesanti, 3h30’ di avvicinamento, parete e vetta a noi completamente sconosciute, fradicio e freddo pungente. In silenzio c chiediamo che cosa stiamo a fare in questo posto. dopo attimi di esitazione decido attaccare al centro, da valle l’avevo sognata così, una placca compatta solcata da tetti fessurati, tento una linea verticale purissima ma probabilmente un po dura per via delle condizioni (tutto bagnato da temporale notturno)e non solo, dopo 10mt senza protezioni, mani e piedi gelati, arrabbiato nero pianto uno spit, ridiscendo come un razzo ed attacco alcuni metri a sinistra per un diedro decisamente più facile, Paolo tira un sospiro di sollievo urlandomi di mettere friends… sta nascendo “PerAnna”…
Adrenalina ed un po d’azzurro c spingono abbastanza in alto fino sbattere contro un bel temporale, bloccati in sosta preghiamo i fulmini stiano lontani. Intravediamo la Headwall torna il blu ed i primi raggi di sole lambiscono la parete, un sogno, è sera mancheranno 4 lunghezze penso di bivaccare in qualche buco coi piumini quando Paolo senza saliva mi racconta che nn si è dimenticato di dire ad Anna che voleva dedicarle una “Via” ma che la stessa sarebbe stata aperta su una parete Nord oltre 3000mt, frequentata una volta ogni 10anni, tanto lontana dal fondovalle ecc ecc ecc…
Ok, per non vederci nella notte le frontali di qualche collega che sale a cercarci non rimane che una soluzione, scender in doppia per trovare campo telefonico.
Dopo 18 ore no stop dalla nostra partenza, alle 2:00 di notte ci ritroviamo su di una barca… Andrea di guardia alla diga colto da compassione ci accompagna dalla parte opposta del lago. Alle 7:00 timbro e distrutto sono al lavoro ai Salati con un’unico pensiero: tornare il prima possibile. “Se il tempo mi da la possibilità di pensare a fondo agli sforzi, la fatica e l’ingaggio, c’è il rischio di non tornarci più…”