- Accesso stradale
- Ampio parcheggio all' inizio del paese nei pressi del circuito dei ponti tibetani.
La relazione salta la prima parte della ferrata che, seppure raramente percorsa, è comunque presente. L’ avvicinamento corretto prevede una brevissima salita alla Cappella di San Gervasio e poi una discesa fino a quota 1630 passando di fianco all’ ingresso del circuito dei ponti. Avvicinamento circa 15′. Da qui si risale fino alla vecchia statale in circa 20′ con passaggi per lo più elementari anche se non mancano un paio di punti più interessanti. Con una scala ci si connette al secondo tratto, a cui fa riferimento la relazione. Tempo impiegato dall’ attacco del primo tratto alla batteria alta: 2h 45′. Difficoltà secondo me AD-. Roccia molto lavorata e staffe presenti solo nei tratti più impegnativi. Discesa per il sentiero indicato in relazione in circa 40′.
Nota extra montana: incontrati sia all’ andata sia al ritorno numerosi gruppi di migranti che camminavano lungo la statale probabilmente diretti in Francia. Anche alla Cappella di San Gervasio ho notato i resti di bivacchi come a indicare che quello sia un punto di ritrovo/sosta prima del passaggio di frontiera; presenti anche i resti di numerosi documenti burocratici. Può essere che questa situazione sia ben nota ai locali, ma a me ha comunque colpito.